VENITE AVANTI GRETINI


Editoriale del 1 agosto 2019

Ad occhi chiusi. È così che il mondo affronta i cambiamenti climatici: scettico, rassegnato, immobile. Nessuno è preoccupato, nessuno si spaventa. L’opinione di una statua conta più di quella di uno scienziato, uccello del malaugurio. Anzi, in Italia, chiunque mostri il benché minimo interesse all’argomento viene irriso e iscritto di diritto al partito dei “gretini”, i discepoli di Greta Thurnberg. Ma cosa potrà mai saperne Greta, poco più che una bambina, di che tempo faceva quando neanche i suoi genitori erano stati concepiti? Mi metto nei panni di uno scettico. Cerco conforto nella testimonianza di mio nonno, che in campagna ha visto passare anni, lustri, decenni. Gli chiedo se è vero che è sempre più difficile coltivare i ravanelli, manca l’acqua, crescono a fatica e sono deformi e insapori. Nessuna risposta. E le mucche? Sono sempre state così incontinenti? Niente. Gli faccio osservare allora che il clima sembra impazzito: nel giro di pochi giorni la nostra casa è stata prima travolta da un’alluvione e poi spazzata via da una tromba d’aria; la nonna è stata uccisa da una improvvisa quanto violenta grandinata, una pioggia di pietre. Niente, niente, niente. Anche mio nonno affronta immobile i cambiamenti climatici. Ad occhi chiusi, come il resto del mondo. Solo che mio nonno è morto da almeno cinquant’anni.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Ad occhi chiusi. È così che il mondo affronta i cambiamenti climatici: scettico, rassegnato, immobile, inerte. Nessuno è preoccupato, nessuno si spaventa. (da VENITE AVANTI GRETINI – Editoriale di Marco Schintu)

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