VERGOGNA, ORGOGLIO E AMORE


Editoriale del 13 marzo 2016

Dovrebbe essere più facile trovare un idraulico il sabato sera che non un uomo senza vergogna. Chi non prova vergogna non è umano oppure è molto malato. Mentalmente malato. La vergogna si basa su un assunto tanto semplice quanto assoluto: “Non valgo niente o comunque non abbastanza.” Tutto il resto è relativo. La vergogna è il sistema cognitivo-emozionale (l’insieme dei pensieri e dei sentimenti) che usa dunque la vulnerabilità umana. E’ qualcosa di enorme perché in questo modo la vergogna si lega alla vulnerabilità e dalla vulnerabilità come è noto si alimenta l’amore. Statene certi, se in vita vostra vi siete sentiti inadeguati o vulnerabili questo dipende dal fatto che avete capacità di amare e che – forse giustamente – pretendete di essere ricambiati e avete una paura bestiale di non esserlo. Dico forse perché non è automatico, dipende anche come vi comportate. Se, infatti, durante una relazione il vostro giusto senso di dignità si trasformasse in orgoglio, perdereste il coraggio di amare e quindi di essere amati. E vi resterebbe solo il senso della vergogna o, temo, molta solitudine

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971) diretto da Luigi Zampa ed interpretato da Claudia Cardinale, Alberto Sordi, Riccardo Garrone

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