VIDEO KILLED THE RADIO STAR


Editoriale del 19 agosto 2020

 

‘Video killed the radio star’ non è soltanto una bella canzone, è un brano cult che ci fa capire, in modo semplice e immediato, come cambia la nostra scala di valori e di preferenze in seguito all’avvento di una nuova tecnologia.

Spesso non ci rendiamo conto di come mutino i nostri costumi, in modo non sempre encomiabile. Un’intervista dei giorni scorsi di una star della televisione dei nostri giorni, contrapposta alla storia di un genio sconosciuto, può farci capire tante cose.

Mauro Corona, scultore, alpinista e scrittore, asceso agli altari della notorietà grazie alla sua partecipazione a ‘Cartabianca’ e ai siparietti con la conduttrice Bianca Berlinguer, in un’intervista dei giorni scorsi parla del vuoto interiore subentrato in lui al “bisogno di essere riconosciuto, ammirato, persino invidiato e fermato per strada” e ammette: “ho voluto diventare famoso per cattiveria e in parte per vendetta”. Fotografa così quella dipendenza di cui tutti rischiamo di diventare schiavi: lo spasmodico desiderio di notorietà. Soldi e successo sono ormai proporzionali alla fama e da questa droga salvarsi risulta sempre più difficile.

Difficile ma non impossibile, come ci insegna la vicenda esemplare di Grigorij Perel’man, un matematico di San Pietroburgo. Nel 2002 ha dimostrato la “congettura di Poincaré”, un problema di topologia che può svelarci alcuni aspetti fondamentali della forma dell’Universo, formulato nel 1904, sul quale si erano cimentati da allora senza successo i migliori matematici di tutto il mondo. Per questo gli è stata assegnata nel 2006 la medaglia Fields, l’equivalente del Nobel per i matematici, e il premio di un milione di dollari riservato dall’istituto matematico Clay a chi avesse risolto uno dei problemi della lista dei 7, senza soluzione, chiamati ‘problemi del millennio’. Neppure gli scienziati sono però immuni dal virus della bramosia del successo e della notorietà e alcuni di essi rivendicarono senza alcun fondamento parte della soluzione della congettura, contestando la scelta di assegnare al matematico russo i due riconoscimenti.  Perel’man, disgustato da queste meschinità della comunità dei matematici, che gli appare corrotta, come il resto della società, e dalla constatazione del fatto che oggi tutti possono comprare, vendere e rubare tutto, reagisce con un sonoro schiaffone: la rinuncia sia alla medaglia, sia al premio per non tradire quello che gli appare il principio supremo della scienza, la ricerca del sapere e non della fama. Si è così rivelato autentico seguace e continuatore di Euclide, del quale si dice che abbia risposto così a un suo discepolo che gli aveva chiesto cosa avrebbe potuto guadagnare imparando la sua geometria: “Date tre oboli a questo signore, visto che vuol guadagnare con la conoscenza! Poi ditegli che se ne vada e che non si faccia più vedere da me!”.

Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

 

Video killed the radio star’ non è soltanto una bella canzone, è un brano cult che ci fa capire, in modo semplice e immediato, come cambia la nostra scala di valori e di preferenze in seguito all’avvento di una nuova tecnologia. (da VIDEO KILLED THE RADIO STAR – Editoriale di Silvano Tagliagambe)

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