VOLTARSI INDIETRO


Editoriale del 24 giugno 2015

Sarà che ho l’abitudine di dubitare sempre, ma la famosa esortazione “Non voltarti indietro!”, non mi ha mai convinto del tutto. Stigmatizzato come sinonimo di resa o di sconfitta, di rimpianto e di errore, il “voltarsi indietro” è divenuto un’inconfessabile debolezza. Credo proprio che tutti lo proclamino ma nessuno lo metta in pratica, visto che alla memoria, più che al cuor, non si comanda. Ogni volta mi viene in mente il Rugby, sport poco conosciuto, ma a mio avviso, ricco di intelligenza e logica, che si fonda su un principio tanto insolito quanto geniale: la palla, non abbastanza palla da poter essere prevedibile, può essere passata solo all’indietro e nessuno può starle davanti. La squadra avanza così, come un cingolato, portando avanti coloro che stavano in fondo, in un continuo andirivieni. Il momento cruciale è proprio quando il portatore di palla si volta indietro e, rapidissimo, Sceglie.
Valuta e sceglie, tra tutto ciò che è rimasto alle sue spalle, persone, spazi, opportunità favorevoli, quello che può essere recuperato e che, riportato avanti, può spingere in progressione tutta la squadra. Proviamo a comportarci come loro, quando sul “campo”, tra botte e cadute, ci troviamo a correre con la palla tra le mani, è quello il momento di voltarci indietro, senza sensi di colpa, senza sentirci falliti, sapremo trovare nel passato, prima del lancio, la forza motrice per arrivare, vittoriosi, in “meta”.

Genny Pignataro Atzeni
(Rabdomante ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

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