ZIODDE


Editoriale del 11 gennaio 2019

 

Il primo figlio poco prima o anche dopo i 40 anni. I casi aumentano, sino a record impensabili, che i giornali non pubblicheranno più. Un tempo ci si sposava in giovane età, le ragazze non vedevano l’ora di andare via di casa, dove dovevano lavorare anche per i fratelli maschi, ci si voleva affrancare e seguire l’esempio delle amiche.  Anche perché se non ti sistemavi in quei primi anni correvi il rischio di non essere più presa in considerazione, infatti sembravi una che era stata scartata dagli altri. Non esisteva la convivenza, la prova di vita in comune, e la vita matrimoniale era un progetto di vita preciso, con relativo giuramento del quale se ne fregava solo La Sacra Rota. Specie nei paesi non c’erano troppe alternative e il lavoro femminile era quello di casa. Per questo motivo, se a 30 anni non ti eri già sposata, guadagnavi il titolo di zitella, prima di previsione, in seguito di conferma, e il tuo fascino andava a scomparire, nessuna civetteria era concessa. A quaranta guadagnavi il titolo di zitellona, di pervicace riottosa e insensibile al fascino maschile, e viceversa. A cinquanta diventavi una ziodda. Ti inquartavi, o ti rinsecchivi, e non cercavi più fantasie di un certo tipo. Potevi ambire all’affetto parentale, qualcuna diventava catechista. Era ovvio che aveva smesso di desiderare un figlio e si accontentava dell’affetto dei nipoti. Erano riconoscibili a prima vista, perché erano poco vistose, castigate nel vestire e non accavallavano le gambe, gesto troppo disinvolto, i tacchi alti li guardavano nelle vetrine. La nostra facile cattiveria le prendeva in giro a distanza e scherzavamo sulle ragnatele che si formavano in una certa zona. Mentre tutte sognavano romanticamente il principe azzurro, loro speravano sempre nell’arrivo dell’uomo ragno. Adesso sono scomparse. Se qualcuno le definisce in quel modo gli dà una accezione negativa, sia estetica che comportamentale. Adesso infatti, potenza delle definizioni, si chiamano single, e loro stesse lo dichiarano, con un certo orgoglio, perché la loro condizione esistenziale è mutata, loro esercitano, sono zitelle a intermittenza, per scelta, percorso di vita, teoria quindi e anche pratica.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

 

se a 30 anni non ti eri già sposata, guadagnavi il titolo di zitella, prima di previsione, in seguito di conferma, e il tuo fascino andava a scomparire, nessuna civetteria era concessa

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