ALLO SPECCHIO


Editoriale del 9 marzo 2105

Sulle punte, e la suola degli scarpini disegna con l’impiantito una fessura, un angolo strozzato che sale sulle gambe e scarica il suo vuoto elastico sulle ginocchia, come una risacca testarda, muta. È il ritmo calmo di cinquecento oceani, o la danza festosa del pagliaccio. Allo specchio i pugili “fanno vuoto”, limano la propria boxe come un verso, partoriscono gesti per dare forma a un’ossessione, calcolano il flusso del suono, l’aritmetica delle sillabe, l’armonia con il prima e il dopo, con frammenti di senso compongono la battaglia, nella perfezione cercano l’annichilimento del pensiero e il ritorno al tutto, nell’azione. Il tronco oscilla nell’eterno beccheggio da guappo, i guanti accarezzano il volto incassato di testuggine, il mento cerca disperatamente lo sterno, la mandibola è serrata. Gli occhi pieni di animale fissano la propria tragica figura mentre sullo sfondo altri corpi sudati si affaticano nel nulla, distanti, come su altri pianeti. Sinistro, destro, gancio sinistro. Schiva, sinistro, destro, perno a destra, montante destro. Ritorna, diretto allo stomaco, doppia il gancio sinistro, prima al fegato poi al volto. Respira, montone sperduto nella steppa innevata. Come sempre per gli uomini il nemico è immaginario. Le narrazioni che dalle periferie risalgono verso il successo e la fama sono solo il primo capitolo di un romanzo infinito. La boxe è una catarsi, un teatro ubiquo dove va in replica per due spiccioli la storia dell’umanità. In platea la piccola massa si è sollazzata nel bere, nel piangere, nel ridere, nel giudicare. Passiva, e defunta. La gloria è solo per chi sale fra le sedici corde, dove i corpi e le intelligenze determinano il mondo, e non viceversa. Vincitore e vinto sono fratelli uniti per sempre nel sangue dell’esistenza. La violenza è una crittografia necessaria per leggere l’amore. Nella solitudine dello specchio si costruisce la pace.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

Il 28 marzo a Sarroch l’inviato di guerra di Aristan esordisce fra i pesi welter.

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