Cap. 20 LIBERTANGO

(da “Confutazione della morte”)


Editoriale del 18 settembre 2016

TANGO-Hugo-Pratt

“Chi è il primo nella tua classifica dei pittori di tutti i tempi?”.
“Non c’è un primo o un secondo, a quei livelli non si possono stilare graduatorie: semplicemente sei un artista enorme, unico. E sempre contemporaneo. Gioco anche a scegliere per ciascuno un’opera che lo rappresenti al meglio, spesso le cambio… Ma… sei sicuro che il foro di quel bastardo non ci faccia correre rischi?”.
“Cosa vuoi che faccia il buco di un solo proiettile sull’ala?”.
“Da come imbracciava il fucile non avrei mai detto che ci avrebbe colpito”.
“Ma che ne sai tu di come s’imbraccia un fucile da queste parti!”.

“Che opera hai scelto per Hugo?”.
“Un polittico. Sono dodici dettagli ravvicinatissimi di un tango. L’ultima immagine è un casqué; dal naso e da mezzo occhio si capisce che il ballerino sei tu.
“Eravamo al Club Atletico San Isidro a Buenos Aires. Quel tango era la Cumparsita…”
“…Ma… questo…”
“Questo è Libertango. La suoneria del mio telefono satellitare”.
“Sìììì! Ci siamo!… È lui?”.
“Sì, è Luca”.
“Finalmente!… Viva Astor Piazzolla!”.

Filippo Martinez
(tragediografo di Aristan)


“ Questo è Libertango. La suoneria del mio telefono satellitare”
(da LIBERTANGO di Filippo Martinez)

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