CAPITANO MIO CAPITANO


Editoriale del 19 gennaio 2015

La scorsa notte sono rimasto inchiodato a questa pagina. Così l’ho tradotta dall’originale in lingua inglese. Non è cosa immediata e non sono un traduttore. Ma volevo un gesto per l’editoriale, una cosa ginnica. Un viaggetto. Eccola qua l’eterna lotta dell’uomo contro le sovrastrutture della realtà, l’inganno che avvolge di stupore oggetti e fenomeni. Il potere. Un microscopico manuale per cittadini, giornalisti e figli. Una vita degna non può che essere spesa nella guerra contro se stessi.
“Per quanto sia la superiorità intellettuale di un uomo, non potrà mai tramutarsi in una pratica, diretta supremazia sull’altro uomo senza l’aiuto di arti e trinceramenti esteriori, sempre, in se stessi, più o meno bassi e insignificanti. Così, i principi che Dio ha scelto per l’Impero, sono per sempre banditi dalle elezioni del mondo; e tutti gli onori che l’aria può dare sono per coloro che diventano famosi più per l’infinita pochezza davanti alla scelta nascosta nel pugno della Divina Inerzia, che attraverso l’indubitabile superiorità sulla piatta linea delle masse. Tale vasta virtù resta in agguato nelle piccole cose quando queste vengono investite dalle estreme superstizioni politiche che hanno conferito potere per reale istanza perfino all’imbecillità demente. Ma quando, come nel caso dello Zar Nicola, la corona dell’impero geografico attornia una mente imperiale; allora, il gregge plebeo si rannicchia umiliato davanti all’imponente concentrazione del potere. Lo scrittore tragico che desidera dipingere il mortale indomito nel suo pieno dilagare e diretto colpire, sempre dimentica un particolare, incidentalmente così importante in quest’arte, come quella cui si è accennato. Ma Achab, il mio capitano, si muove davanti a me in tutta la severità pezzente tipica del Nantucket; e in questo argomentare che riguarda imperatori e re, non devo nascondermi che ho a che fare solo con un povero vecchio cacciatore di balene come lui; e, pertanto, tutte le maestose trappole e abbellimenti esteriori mi sono negati. Oh, Achab! Ciò che è grande in te dovrà essere strappato ai cieli e recuperato dagli abissi, ricreato d’aria impalpabile!”. Herman Melville.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

il trailer originale di Moby Dick (1956) diretto da John Huston, tratto dal romanzo di Herman Melville, adattato per il cinema da Ray Bradbury. Con Gregory Peck

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