CRONACA DI UN ARROSTO ANNUNCIATO


Editoriale dell'8 maggio 2014

Erano almeno vent’anni che Mario (o forse Manlio), un mio vecchio compagno di scuola, prometteva di portarmi in campagna a mangiare un arrosto come si deve. Sosteneva di conoscere i pastori giusti, quelli che danno le ghiande ai maiali e sanno usare il fuoco, lo spiedo e il coltello. Non ho mai capito perché ci tenesse tanto, a malapena ricordavo il suo nome. Ci incontravamo poi sempre per caso e di sfuggita, in direzione opposta sulle scale mobili di un grande magazzino o in macchina a metà strada. Ogni volta rinnovava l’invito: pastori e maiali erano in splendida forma, i coltelli e gli spiedi affilati, il fuoco solo da accendere. Ma alla fine non se ne faceva niente, l’ho visto invecchiare. Ora di Mario (o Manlio) non ricordo più il volto. Mi sono reso conto che è da tanto che non lo incontro, di quell’arrosto non esiste più nemmeno l’annuncio. Qualcuno mi ha detto che Mario (o Manlio) si è trasferito altrove, altri che è morto. Peccato, un po’ ci contavo.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

da Invito a cena con delitto (1976) diretto da Robert Moore. Con David Niven, Peter Falk, Eileen Brennan, Peter Sellers

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