FULANU ISSU


Editoriale del 17 luglio 2012

Fulanu Issu, pastore di un paese che non preciso, al centro di una terra che non nomino, ha terminato la sua vita nel sonno, senza avere problemi per il nuovo giorno. Aveva più di 95 anni e ancora il suo corpo non aveva avvertito alcun dolore. Sposato a una donna più giovane, una passione coniugale di tutta la vita, tre figli sistemati, nipoti e pronipoti. Mai un debito, una depressione, una frustrazione. A Dio la richiesta di non subire disgrazie. Alla sorte quella di non sopravvivere ai figli. Era un esempio perché beveva e fumava poco. Poteva dire di avere avuto una vita felice? Poteva, ma non lo diceva. Eppure, nessuno l’ha mai invidiato. Ci scegliamo solo invidie impossibili. Fulanu chissà perché, mi mette un po’ di malinconia affettuosa. Ma anche un po’ di felicità da tenere accesa.
 
Nino Nonnis
 

COGLI L’ATTIMO

 

da Una vita difficile (1961) diretto da Dino Risi con Alberto Sordi

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