IL RACCOLTO


Editoriale del 29 gennaio 2015

Sin dall’antichità la Morte viene personificata da uno scheletro vestito di nero che brandisce una grande falce, simbolo contadino del raccolto. Così conciato il Triste Mietitore ha falciato milioni di vite nel Medioevo durante le epidemie di peste nera; ma anche le pandemie di influenza (la “spagnola” del 1918 fece tra 20 e 40 milioni di morti, più della Grande Guerra) e di colera hanno fornito imponenti raccolti. Eppure ancora oggi di tutta quella triste simbologia qualcosa è rimasto. Gli epidemiologi chiamano “raccolto” o “vendemmia” qualsiasi variazione in eccesso del tasso di mortalità: ad esempio a ogni ondata di freddo o di calore corrisponde un significativo aumento dei morti tra le persone più anziane, che non per nulla vengono invitate a passare il loro tempo in centri commerciali climatizzati. Cadono i frutti maturi e quelli quasi maturi, sembra di scuotere l’albero. Lo stesso vale per l’influenza. Meno persone si vaccinano, com’è successo quest’anno, e più sono quelle che si ammaleranno e moriranno per le complicanze. Le corsie degli ospedali sono affollate, il Cupo Mietitore si aspetta un grande raccolto. Dite che sto esagerando per un’influenza del piffero che mi tiene a letto da tre giorni?

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

da Febbre da cavallo (1976) diretto da Steno e interpretato da Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Francesco De Rosa, Gigi Ballista e Adolfo Celi

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA