LA FELICITÀ NEL CARRELLO


Editoriale del 20 luglio 2012

Il carrello della spesa desolatamente vuoto non può essere un simbolo della felicità collettiva che svanisce. Intendiamoci, stiamo parlando di felicità materiale, concreta, afferrabile, solida. Niente a che vedere con quella che sa riempirci cuore e cervello. Tuttavia il carrello vuoto, diventato non a caso la bandiera delle nuove manifestazioni di protesta, segna il limite oltre il quale non si può andare. Ha ragione chi dice che felicità non significa pancia piena ma è altrettanto vero che pancia vuota e felicità difficilmente riescono a star bene insieme. C’è un dato che segnala inequivocabilmente malessere: il calo dei consumi. Rispetto all’anno scorso sono precipitati del 14 per cento. Un crollo di questa portata non si registrava dal 1996. Finalmente qualcuno comincia a chiedersi dove abbiamo sbagliato.
 
Giorgio Pisano
 

COGLI L’ATTIMO

 

da Poveri ma belli (1957) di Dino Risi con Marisa Allasio, Renato Salvatori, Maurizio Arena

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