LO SGUARDO DI KATNISS


Editoriale del 30 agosto 2015

Resta ferma immobile, nel glaciale aspetto di chi tutto ha posseduto. Non degna d’interesse alcun’altra Babilonia che non disturbi le distratte mosse del suo passo silenzioso o di ciò che possa seppure vagamente attraversare il taglio chiuso di uno sguardo verticale che tutto indaga e, con la stessa calma, già dimentica. I suoi simili si atteggiano in questo modo da migliaia di anni. Arrivano non desiderati, vanno via mai uditi. Sono sempre unici, tra vibrisse speculari e lucidi canini e ben oltre la speranza che ci restino accanto, osservano il mondo con fare aristocratico, nitida la lingua e mobile di chi già conosce, di ogni istante, il battito. Persino il vento cede all’amore e all’attenzione, ma non certo chi ritiene siano dovute investiture eterne per sette vite ancora non complete che conferiscono un dominio senza pari tra le fiere. I felini rispondono a un genere lontano, svanito forse nel tempo delle razze di antichi predatori muscolari; magari hanno perduto, voluto scordare, la fatica immane di deludenti corse necessarie per respirare ancora l’indomani. Sono pigri anche se veloci, tutti diversi tra i loro pari. Non sembrano pero’ aver dimenticato la stirpe di cui fanno parte; oltre le artigliate zampe, il magico respiro articolato che sono la loro essenza, tra tutti gli animali conservano il dono del Divino: i Gatti sono gli unici Immortali.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il gatto nero (da E.A. Poe) un episodio de I racconti del mistero e del terrore (1995). Introduce il film Christopher Lee

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