MIA MADRE MI HA DETTO CHE MIA NONNA AVEVA BELLE GAMBE


Editoriale del 15 maggio 2020

 

Un tempo era già turbamento poter indovinare le caviglie di una donna qualsiasi. Adesso non mi perdo al mare la rivestizione di una donna. Mio padre raccontava dell’andata al mare di Tortolì di quelli dei paesi vicini: un evento, allora si usava il carro a buoi. Come per la caccia alle pernici, chi arrivava prima occupava una postazione e non lasciava intrusioni a occhi indiscreti, avvertendoli col fucile.

In chiesa non si poteva entrare sbracciate e il richiamo erotico delle braccia scoperte risultava molto perseguito. Ci sembrano adesso esagerazioni, come il nascondimento del corpo nell’Islam. La considerazione si confonde nel banale, nel già visto, se non fosse che oggi, con le costrizioni della pandemìa non fossimo costretti a metterci delle mascherine. Da altre parti erano in regola da tempo, con poche speranze.

Sono stato in ospedale, ho un dito che mi sta lasciando, e non ho saputo resistere. Alla fine ho chiesto alla infermiera se poteva farsi vedere a viso intero senza mascherina. Mi ha accontentato e non sono rimasto deluso, purtroppo c’era la fila e me l’hanno fatto capire.

Racconto un episodio che sarebbe potuto succedermi, quando si poteva viaggiare. Il sensale di matrimonio arabo deve industriarsi per reclamizzare la merce:

“Guarda straniero che bella, vuoi tu sposare mia figlia? Lei vergine”

“Di settembre?”

“Tutto l’anno. Allora, che dici, ti piace?”

“Non è che si veda granchè”

”Tu cieco allora, non vedi che occhi, che ciglia, che iride. Quanti cammelli per Zaira?”

“Non ho cammelli, io sardo”

“Cos’è?”

“Sardo, come Michela Murgia, ziu Lai, Benito Urgu.

“Ah, sardegnolo!”

“Posso darti pecore, se vuoi, ma prima voglio vederla bene, io le pecore mica te la do in cappotto”.

“Non voglio pecore. Dammi quello, solo quello e Zaira sarà tua”

Va bene comprare a scatola chiusa, ma ci sono limiti, a parte Amazon. Per quella donna a sorpresa voleva lo stemmino originale dello scudetto del Cagliari. Il gobbo.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan)

 

 

Un tempo era già turbamento poter indovinare le caviglie di una donna qualsiasi. Adesso non mi perdo al mare la rivestizione di una donna (da MIA MADRE MI HA DETTO CHE MIA NONNA AVEVA BELLE GAMBE – Editoriale di Nino Nonnis)

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