NESSUN MACRORISVEGLIO, SONO MORTO


Editoriale del 30 aprile 2015

Vista da Venere, il pianeta dove passo le notti in cerca d’amore, la Terra è solo un tenue puntino luminoso, brillante come una stella della sera. Da quando dormo su questo nuovo materasso creato apposta per astronauti inquieti, non solo non sono più afflitto da microrisvegli, ma non mi accorgo più di niente, proprio di niente. Semplicemente mi trasferisco su Venere. A sentire mia moglie, che ogni mattina fatica a svegliarmi, nelle ultime notti mi sono perso i ladri che hanno svaligiato la casa, i pompieri che spegnevano un incendio in cucina, l’esplosione di un’autobomba in garage, il vicino che sterminava la famiglia col fucile e persino le scosse di un terremoto del nono grado della scala Richter. Ecco perché quando mi sono alzato, la mattina dopo, mancava l’acqua calda. Ora è da un bel po’ che sento mia moglie che mi chiama disperata dalla Terra. Ma oggi non ci sarà nessun macrorisveglio, sono morto.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

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da Il dormiglione (1973) di e con Woody Allen

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