PRESEPIO VIVENTE


Editoriale del 23 dicembre 2014

Il migliore dei presepi possibili è quello che ognuno di noi può assemblare con tutti i personaggi che hanno avuto una parte nella sua vita. Mi capita spesso, passando in auto per le vie della mia città, di riconoscere con gran soddisfazione vecchi compagni di scuola, parenti quasi dimenticati, l’ex-barista di un locale del centro, genitori di amici d’infanzia, fidanzate di altre epoche, bellone di altre vite, racchie perenni, calciatori in disarmo, ex-giovani di belle speranze irrimediabilmente deluse e pimpanti anziani che erano già anziani quando ero un bambino. Se ne vanno a spasso, “ognuno a rincorrere i suoi guai”, direbbe Vasco Rossi, e mi sembra che ciondolino nel backstage del film della mia vita. Come attori che abbiano recitato il loro ruolo tempo fa, ora hanno finito le pose a loro assegnate e passano le giornate a invecchiare. Che piacere osservarli e salutarli nel pensiero (dal vivo no, sarebbe un’intrusione invasiva imperdonabile): mi sono tutti simpatici, anche gli antipatici. Personaggi ben riusciti di un’esistenza confezionata coi fiocchi. Vorrei far trovare a ognuno, per il bene che provo per loro, un regalo sotto l’albero. Ma spenderei troppo e poi chissà dove abitano. Allora basta fare mente locale (come dicono gli imbecilli, a me piacerebbe casomai fare mente universale) e metterli tutti insieme nel presepio, vestiti da pastori, immaginare sullo sfondo la capannuccia con Maria e Giuseppe, l’asino e il bue, per ottenere un meraviglioso presepio vivente (o morente, penserebbero i pessimisti, consapevoli della natura effimera della nostra presenza sulla Terra). Personalissimo e perciò più autentico. Una variante privata dei presepi di via San Gregorio a Napoli, quelli con le statuine di Obama e Renzi, Benigni e Napolitano. Un presepio universale, nato da mente locale. L’unico rischio, da evitare accuratamente, è quello di cedere alla tentazione di inserire noi stessi, nella mangiatoia, al posto del Bambin Gesù. Buon Natale.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da I magi randagi (1996) scritto e diretto da Sergio Citti. Con Gastone Moschin

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