PUNTI DI VISTA


Editoriale del 16 luglio 2017

Guardi giù e vedi il torrente che scorre sotto al ponte, lontano, troppo lontano. I tuoi piedi sulla balaustra sporgono di pochi centimetri, ma ti sembrano metri. La sfida è tra il tuo cuore e la tua mente. Il primo vuole volare, vuole rubare la prospettiva agli uccelli. Per una volta vuoi cambiare punto di vista. Ti piace vedere il mondo da altre angolazioni. La mente, invece, dopo milioni di anni di evoluzione, sa che l’uomo non ha le ali. Sa che non puoi volare e allora fa di tutto per salvarti e manda segnali di allarme rosso a tutto il corpo. Poi riesci a tranquillizzare la tua mente; le dici che non deve temere, che hai un robusto elastico legato in vita e che può star tranquilla, non hai alcuna intenzione di sfracellarti al suolo. Alzi lo sguardo e vedi un falco librarsi alto nel cielo. E’ fatta, il cuore vince e ti tuffi, come da uno scoglio, con le braccia tese in avanti a voler prendere il tuo sogno. Voli per cento metri, giù dal viadotto di Triora. La mente, finalmente unita al cuore, è leggera, priva di paura. Pochi secondi di volo, di magia, di vita al contrario. Poi tutto finisce.
“Hai avuto coraggio, ti è piaciuto?”, chiede il ragazzo sul greto del torrente, mentre ti libera dall’imbracatura che ti stringe la vita e le caviglie. Lo guardi e accenni solo un sorriso. Tu sai che il coraggio non c’entra. Non è stata la ricerca di emozioni forti a spingerti giù da quel ponte, ma solo la necessità di poter vivere, anche solo per pochi secondi, in un Regno ai confini del cielo.

Monica Mazzotto
(Biofila di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da L’attimo fuggente (Dead Poets Society 1989) diretto da Peter Weir ed interpretato da Robin Williams/p>

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