RICONOSCENZA MERCE RARA


Editoriale del 21 dicembre 2014

Se volete perdere un amico/a non rubategli la moglie o il marito (perché magari capita che gli/le fate pure un favore) ma prestategli dei soldi o portatelo con voi in luoghi figurati dove non sarebbe mai arrivato/a con le sue forze . Come probabilmente avrete ormai imparato non c’è niente di più raro della vera riconoscenza umana. Altro che diamanti e platino, il materiale più prezioso e introvabile del pianeta sta accuratamente nascosto tra le pieghe e le piaghe dell’animo umano. Da un lato perché riconoscere il valore dell’altro riduce automaticamente il proprio, soprattutto se l’autostima è già bassa, e poi perché dover rendere un favore ci mette in una posizione di sudditanza e debolezza psicologica nella relazione. Già di per se la sudditanza psicologica è una di quelle sensazioni che non passano mai, ma la triste verità è persino un’altra. Se per caso, il che non è improbabile, chi ha fatto il favore è una persona davvero generosa sarà molto difficile che presti attenzione ai tentativi di risarcirlo/a rendendo ancora più umiliante trovarsi in una posizione di debito. Per alcune persone è già abbastanza seccante sentirsi inadeguati per aver chiesto aiuto figuriamoci percepire che alla cosa non è data alcuna importanza. Eppure conviene sempre condividere e regalare, senza speranza che sia mai restituito, quello che si vuole dare: beni materiali, tempo o compagnia. Come per tutti i regali, grandi o piccoli che siano, il valore è nel gesto microscopico e inestimabile che, quindi, non è negoziabile o, tantomeno, restituibile. Per questo, in tutte le culture e tradizioni umane, i regali non si rendono e tantomeno si riciclano. Ricordatevene, tra un paio di giorni. Buon Natale.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

Grazie tante è una rubrica di Cinico Tv di Ciprì e Maresco

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