SE ARRIVA IL CIUCAIO, AFFARI D'ORO!


Editoriale del 7 febbraio 2017

Un mio coetaneo, ai tempi del Liceo, trascorreva i pomeriggi nel corso criticando aspramente le ragazze che passavano (non batteva chiodo e allora sfogava la sua frustrazione giudicandole tutte racchie) e terminava sempre le sue filippiche misogine con la frase “Se arriva il bruttaio, farà affari d’oro!”. La mitica figura del bruttaio, torva e affascinante, mi è venuta in mente leggendo l’appello di 600 professori universitari allarmati per l’analfabetismo dimostrato dai loro studenti, che scrivono tesi di laurea con errori ortografici da prima elementare. L’idea è partita da un docente che ha incontrato sul treno una studentessa che non sapeva quale fosse la penultima lettera del codice di prenotazione del suo biglietto. Evidentemente, anche “penultima” è diventato un termine colto, di ardua decifrazione. I 600 firmatari (tra cui nomi come Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Ernesto Galli della Loggia e Ilvo Diamanti) stroncano i loro studenti con l’acribia tranchant con cui il mio amico elencava i difetti delle fanciulle: ciuchi analfabeti che non leggono nulla, si esprimono male oralmente e scrivono ancor peggio. Danno la colpa alla svalutazione di grammatica e ortografia risalente agli anni Settanta e rivolgono al Governo un accorato monito di tornare ai fondamentali: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano. Auspicano inoltre ogni sforzo per attuare una scuola severa e giusta (giusta anche perché severa). Mentre non concordavo mai col mio amico, perché a me quelle che lui disprezzava sembravano quasi tutte carine (chi se ne frega dei polpacci grossi, come notava schifato questo Winckelmann della fica), sono invece d’accordissimo con i professoroni. Mi stupisce solo che se ne siano accorti così tardi, io sono quindici anni che lo dico (e cerco di metterlo in pratica): si vede che la catena di montaggio dell’istruzione è così lunga che i guasti di elementari, medie e superiori arrivano a manifestarsi all’Università con lentezza decennale. Oppure che per un po’ hanno sopportato e ora si sono rotti i coglioni. Oppure sono i corsi e ricorsi storici di vichiana memoria che hanno cambiato l’aria del tempo (infatti due saggi che esaltano il greco e il latino risultano best seller nelle classifiche di vendita). In ogni modo, mentre sono stati avviati nelle facoltà umilianti corsi di recupero di lingua italiana, una cosa è certa: se arriva il ciucaio, farà affari d’oro!

Fabio Canessa
(preside del liceo olistico “Quijote”)

In ogni modo, mentre sono stati avviati nelle facoltà umilianti corsi di recupero di lingua italiana, una cosa è certa: se arriva il ciucaio, farà affari d’oro! (da SE ARRIVA IL CIUCAIO, AFFARI D’ORO!, editoriale di Fabio Canessa )
da Miseria e nobiltà (1954) diretto da Mario Mattoli, tratto dall’omonima opera teatrale di Eduardo Scarpetta. Con Totò

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