STANCO? SÌ, OGGI SÌ!


Editoriale del 1° giugno 2014

I granuli di energia si disperdono “come lacrime nella pioggia” (cit.), sarebbe tempo di dormire ma siete persino troppo stanchi per riuscirci e la fatica ogni giorno aumenta a dismisura. In modo sottile, pervasivo, insolente ed esponenziale guardate il vostro corpo e il vostro cervello mandarvi segnali inequivocabili e altrettanto facilmente li ignorate. Sbadigli a raffica, dimenticanze, distrazioni – alcune spiacevoli e seccanti, altre pericolose – nausea, mal di testa sino addirittura ai dolori muscolari e febbricola. Siete malati? Qualcuno in effetti la definisce “sindrome della fatica cronica” ma è “solo” stanchezza che è andata ben oltre i livelli di guardia. Ci sono persone, sempre di più ormai, che non riescono a riposare seriamente. Mai. Come ho scritto altre volte tenete conto che un fine settimana se anche riusciste a non fare assolutamente niente (il che non è neppure salutare) non basterebbe. Per i livelli di stanchezza di cui stiamo parlando le nostre batterie molecolari hanno bisogno di almeno quattro giorni di “recupero strutturale”. Tisane, molti liquidi, pasti leggeri e frequenti, lunghissime passeggiate prima che l’organismo riesca ad uscire dall’avvitamento psicofisico in cui lo avete cacciato (unwinding). Non avete tempo? In questo periodo proprio non è possibile? Come al solito noi siamo le scelte che compiamo ed è questo il vero senso della frase di Margaret Thatcher che va molto di moda in rete: “[…] Cura le tue azioni: diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini: diventeranno il tuo carattere e cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino.”

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

Tuttostanco in un Carosello del 1970

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