TI GUARDO MA NON TI VEDO


Editoriale del 19 settembre 2015

Per la prima volta ho seguito la Via Lattea.
L’ho fatto per non guadare a terra i vermi e le formiche.
Così, sono giunta in un campo di stelle
e aiutata da un bastone, stanca, cammino.
Le auto sembrano ignorarmi, nessuno si ferma al mio segnale.
Sarà che ormai ho l’aspetto di una mendicante,
ma non ho la barba di Gesù.
Fosse stato così qualcuno mi avrebbe aiutato.
Ispira fiducia, una barba.
Cammino, guardo avanti a me ma non so dove stia andando.
È giorno, e la Via Lattea non si vede ormai da ore.
Chiedo a un uomo col cappello dove porti quella strada.
Sembra venire da un’altra epoca, così non capisco ciò che mi dice.
Mi chiama pellegrina, mi dà un soldo e prosegue.
Viaggia con un nano, vola una colomba, ma credo sia solo un gabbiano.
Poi trovo un bimbo triste e muto. Vedo le sue mani e la fronte ferite.
«Cosa è successo?», gli chiedo.
Lui mi ignora, non mi guarda. Ma mi vede. Perché con un cenno ferma un passante per me.
Lo benedico e salgo stravolta.
«Che fortuna incontrare quel bambino, perdio», dico a quell’uomo.
«Su di te anatema», urla. E mi fa scendere, quel pazzo.
Ho fame. Le mani fredde. Tutto è surreale.
Mi fermo. Mi volto.
L’ho fatto ancora. Su di me anatema.
Perché ho guardato ma non visto.
Pensavo di aver seguito la Via Lattea,
invece ho guardato a terra, vermi e formiche.
E allora torno al campo di stelle. E vedo il Padre col cappello, il Figlio nano e lo Spirito che vola.
E il bambino Gesù col sangue dell’uomo, e la mia eresia, e la mia condanna.
Non so se credo, non l’ho mai saputo. Ma stavolta ho visto.
E lascio la presunzione di credere e sapere.
Guardo il cielo. E per la prima volta, nel cammino surreale di Bunel, lo vedo.

Virginia Saba
(Autostoppista ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

La via Lattea – L.Bunuel (1969)

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