TRASH


Editoriale del 23 ottobre 2012

Il potere liberatorio della volgarità politicamente scorretta e il piacere di scandalizzare i benpensanti rischiano di farci sopravvalutare un cinema comico vincente negli incassi ma di gusto infimo. E’ così esilarante “Ted”, un orsacchiotto di peluche erotomane e debosciato, che trascorre le giornate a farsi le canne e a portarsi in casa puttane che cacano in salotto? Ed è il caso che sofisticati intellettuali ammirino, solo perché è un comico antibuonista, il Baron Cohen che, nello sgangherato “Il dittatore”, interpreta un Gheddafi in visita in America, in una parodia al gusto (cattivo) di cacca e sperma, deliziando i buongustai del genere con una masturbazione al ralenti e un cellulare che entra nella vagina di una partoriente? A sostituire il cinepanettone, il film italiano di Natale sarà “I soliti idioti 2”, con la coppia Mandelli-Briggio, compiaciuta di personaggi sgradevoli, a dilatare gli sketch volgari che l’hanno resa popolare su Mtv, moltiplicando i travestimenti (il padre immorale e il figlio moralista, la coppia gay, ecc.) fra squallidi siparietti musicali e tormentoni penosi. A riprova che il cinema rispecchia la società, queste farse senza allegria imbastite su plot tradizionali, in sintonia con l’irresponsabilità diffusa, la crisi politica e il crac economico, sembrano i film più adatti per rappresentare il periodo nero dei nostri giorni, mentre il nostro cupo infantilismo ben si rispecchia nelle rozze birichinate di questi Jerry Lewis e Peter Sellers di serie C, in salsa acida e in chiave perversa. Ce lo meritiamo il trash, direbbe Nanni Moretti.

Fabio Canessa

COGLI L’ATTIMO

 

da My Fair Lady (1964) diretto da George Cukor, tratto dal musical del 1956 di Alan Jay Lerner e Frederic Loewe, tratto a sua volta dall’opera Pigmalione di George Bernard Shaw

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