PER UNA REPUBBLICA DEI SORCI


Editoriale del 5 febbraio 2018

Il sorcio ripreso mentre procede con sofisticate abluzioni (vedi il video allegato) è presto diventato un fenomeno sui social. Non poteva essere altrimenti. Guardatelo: ritto su due piedi, avvolto in una densa coltre di schiuma strofina serafico la panza, arrota con classe le zampette sotto le ascelle, si netta le chiappe con la noncuranza immemore di tutti gli impiegati della storia dopo il caffè. È stato un tripudio di empatia, uno squarcio panteistico. Su Facebook la gentile Claire Pebbles Ainsley ha commentato: “Una tortura per la povera creatura. Chi diavolo ha messo tutto quel sapone su un animale? Non se ne libererà mai! È sulla pelliccia, sugli occhi, ovunque. Questo è crudele!”. “In interiore homine habitat comuni”, scriveva Sant’Agostino. Ma è stata necessaria la similitudine dei gesti, la sorprendente riproduzione della cinetica sapiens, l’estetica invero per innescare l’amore comune, il Laudato Sii medievale e contemporaneo. Quanta fatica per svincolarsi dalle funeste concrezioni dell’immaginario: portatori di pandemie medievali nei libri di scuola, il Pifferaio magico, l’annunciazione dell’apocalisse pestifera in Camus, la tortura finale di Orwell in 1984, cranio costretto in uno spazio chiuso e minacciato da un ratto assassino come incubo che lo stato totalitario e biopolitico usa per distruggere ribellione e amore, per restituirci al grigio vagare nei giorni. Quanta fatica, e solo per un attimo, uno scherzo del cuore, una sovrapposizione semantica che si spegne come un cerino. Sono pronto a giocarmi un rene sul fatto che Claire, così come Tom, Marco, Mohammad e Deborah non esiterebbe un secondo a spezzare con la scopa la colonna vertebrale del nostro cucciolo antropomorfico, se solo sfrecciasse orizzontale in cucina. Lo vorrebbero sterminato insieme alle sue genti, nuclearizzato, depennato dalle tassonomie, dal linguaggio, dalle genesi tutte. O, democraticamente, restituito alle fogne. Ce lo suggeriscono l’imperatore americano, molti satrapi globali, gli eminenti, violenti mediocri che ci prepariamo ad eleggere. Tutti ritti su due piedi, hombre vertical.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

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