Cap.32 L'INDIRIZZO DI QUESTO ISTANTE


Editoriale del 30 ottobre 2016

pantheon_roma

“Ecco… ci siamo!”.
“Dove Luca?”.
“Là! Il tempio è sotto quel piccolo promontorio. È quasi sommerso dalla sabbia. Entreremo dalla cupola, è nascosta tra le pietre e gli sterpi… Ora scendete tutti dalla jeep che la parcheggio in quel cespuglio. Meglio lasciare meno tracce possibile… Prendete le torce!”.
Le torce sono sei, una per ciascuno più una lunga da tenere a mano, le altre cinque sono fissate su una fascia elastica da indossare intorno alla fronte.
“Le cariche basteranno per due orette. La luce del sole non arriva direttamente… e in ogni caso fra un’ora sarà buio”.
Del tempio, tra gli sterpi, affiora solo il vertice di una cupola semisferica sormontata al centro da un’apertura circolare, un “oculo” sul tipo di quello del Pantheon di Roma ma molto più piccolo. L’oculo è chiuso da una botola di bronzo con quattro anelli. Solleviamo la botola. Luca srotola verso il fondo una scala di corda dopo averla fissata a due pioli d’acciaio che aveva piazzato in una visita precedente. Scende per primo Antonio Pinna, con un’agilità insospettabile. In pochi minuti siamo tutti giù.
Sono un po’ confuso da un senso di meraviglia e di pericolo. Mentre cerco di capire ciò che mi circonda, per non perdere il contatto con la realtà ripeto mentalmente l’indirizzo di questo istante: pianura del Vento Sacro. Deserto siriano. Africa. Pianeta Terra (il terzo dal Sole, una nana gialla di tipo G2 V). Galassia detta Via Lattea. Universo. Vorrei essere più preciso ma non posso, so solo che questo è semplicemente uno degli universi possibili.

Filippo Martinez
(tragediografo di Aristan)


“Pianura del Vento Sacro. Deserto siriano. Africa. Pianeta Terra (il terzo dal Sole, una nana gialla di tipo G2 V). Galassia detta Via Lattea. Universo. Vorrei essere più preciso ma non posso, so solo che questo è semplicemente uno degli universi possibili. ”
(da L’INDIRIZZO DI QUESTO ISTANTE di Filippo Martinez)

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