PIOGGE SPARSE E ROVESCI NEL WEEKEND


Editoriale del 24 ottobre 2016

cavo gomena

Otto mesi che non vedevo pioggia e ora guardatela, cade su questa città che sarebbe casa, sull’ordine delle strade senza soldati. Per l’occasione avete anche i guitti in piazza, molte ombre sulle chiese e piccole folle di occhi accesi nei bambini. Qui i reietti di guerre e miserie arrivano scaricati come file di termiti derelitte, sia benedetto ogni porto notturno e il pescatore che lontano dalla civiltà salva le anime dall’orizzonte infinito delle onde. Non è chiesa non è regola non è nemmeno umanità è solo la metafisica minima del mare. Otto mesi che non tocco pioggia e ora ascoltatela questa città che sarebbe casa, da molti secoli si chiede chi sia e solo con l’evo moderno che nobilita o schianta le moltitudini ha fatto della domanda politica. Tutto è costruzione, la ruota del carro, l’amore, l’identità, stati, nazioni e trincee. Tutta una truffa necessaria, una pezza su solitudine e morte. Otto e mesi ma molte andate e ritorni e sapete, il carapace s’assottiglia alle frontiere. Nostos, tutte stronzate. Chi viaggia davvero se lo prende il gorgo, ed è così che deve andare. Così se serve qualcosa, sigarette, baci, voti, un goffo sparring partner è qui che sto, domo gomene sul molo e vi penso spesso, brava gente.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)


Otto mesi che non tocco pioggia e ora ascoltatela questa città che sarebbe casa …
(da PIOGGE SPARSE E ROVESCI NEL WEEKEND editoriale di Luca Foschi)
da Cantando sotto la pioggia (1952) diretto da Stanley Donen e Gene Kelly, interpretato dallo stesso Gene Kelly

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