Salmo 468 – DIALOGHI NON PIÙ POSSIBILI


Editoriale del 21 settembre 2024

È il titolo di un libro appena uscito il 17 settembre scorso: il “tu” con cui l’autrice dialoga è quello di Michela Murgia. Marinella Perroni, già docente di Scienze Bibliche a Roma, prosegue, in assenza e in rimpianto, quei dialoghi che hanno costituito parte importante per quella “osservazione profonda” dei testi biblici che sta alla base della lettura libera e liberante che sta sempre alla base anche delle riflessioni più provocatorie di Michela.

«Manutenzione della felicità comune» è una delle espressioni di Michela richiamate dal dialogo presentato in estratto su Repubblica, espressione che probabilmente non è estranea all’esperienza che Michela ha avuto come “docente” nella stravagante Università di Aristan. «Basterebbe

quell’espressione «manutenzione della felicità comune», cara Michela – così dialoga l’amica Marinella – per capire che senso tu hai dato alla vita umana, la tua e quella di ciascuno, e perché l’enorme successo che hai avuto non ha fatto altro che incrementare in te il senso di responsabilità per la vita di tutti. Non a caso su Wikipedia, prima ancora che come scrittrice, drammaturga, opinionista e critica letteraria, tu vieni presentata come “attivista”. Perché è vero: per te, il modo che hanno gli umani per contribuire alla “manutenzione della felicità comune” può essere solo quello di sentirsi liberi e responsabili di fronte alla realtà, propria e degli altri».

E cita le parole stesse di Michela a una “platea immensa di giovani”: «Pagate il prezzo di essere impopolari, di sentirvi dare delle stronze, di sentirvi dare delle streghe. Perché quello che si guadagna è infinitamente di maggior valore. E dovete piacervi, non compiacere».

E conclude l’amica Marinella: questa “spiritualità” «l’abbiamo imparata dalla Bibbia, che è stata per noi strumento per leggere tutta la realtà, di cui cogli le molteplici dimensioni nel momento in cui vai oltre il piano che vedono tutti e arrivi al piano dell’osservazione profonda, “che vedono solo quei pervertiti che praticano la teologia in modo professionale” e che ti consente di vedere oltre i moduli iniziali e di chiederti cose che gli altri non stavano vedendo.»

Vedere ciò che altri non vedono,
e mi chiedo perché questo strano e scomodo destino, Signore.

Poi, ricordo le tue parole:
«Ciechi e guide di ciechi.
E quando un cieco guida un altro cieco,
tutti e due cadranno in un fosso!».

E mi chiedo perché questo destino sempre a chi comanda?

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

«Manutenzione della felicità comune» è una delle espressioni di Michela richiamate dal dialogo presentato in estratto su Repubblica, espressione che probabilmente non è estranea all’esperienza che Michela ha avuto come “docente” nella stravagante Università di Aristan. – Da Salmo 468 DIALOGHI NON PIÙ POSSIBILI – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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