Il famoso avventuriero, libertino, scrittore, filosofo, agente segreto Giacomo Girolamo Casanova ha predetto le funzioni della dopamina nel cervello un secolo e mezzo prima che questo neurotrasmettitore venisse identificato. Così scrive nella “Storia della mia vita” nel 1779:
“La natura animale, che i chimici chiamano regno animale, si procura per istinto i tre mezzi che le sono necessari per perpetuarsi. Sono tre bisogni reali che la natura ha dato a tutte le creature. Esse devono nutrirsi, e, affinché non sia un bisogno insipido e faticoso, hanno la sensazione dell’appetito e provano piacere a soddisfarlo. Debbono anche propagare la loro specie, necessità assoluta nella quale appare tutta la sapienza del Creatore, poiché senza la riproduzione tutto tornerebbe al nulla per la legge costante della degradazione, del deperimento, della morte. Ora, checché ne dicano Sant’Agostino e altri che non ragionano meglio di lui, le creature non si addosserebbero il lavoro della generazione se non vi trovassero il piacere e non fossero portate a questa grande opera da un’irresistibile attrattiva. Infine, tutte le creature hanno l’inclinazione decisa ed invincibile di distruggere i loro nemici; e, certo, nulla è più ragionevole, perché il sentimento della conservazione fa loro un dovere di desiderare e di cercare con ogni forza la distruzione di tutto ciò che può loro nuocere.”
È la dopamina che rende il cibo appetitoso, il lavoro della generazione un’irresistibile attrattiva, l’inclinazione a distruggere i nemici un desiderio deciso e invincibile.
Con un linguaggio meno poetico, le neuroscienze affermano che la dopamina è il neurotrasmettitore che controlla le risposte sensoriali, emotive, cognitive e motorie agli stimoli naturali, fondamentali per la sopravvivenza dell’individuo e della specie. Senza la dopamina c’è anedonia (mancanza del piacere), apatia (indifferenza), abulia (svogliatezza, mancanza di volontà).
Casanova ritiene che il vero piacere del cibo, del coito, della vittoria sul nemico sia un privilegio riservato all’uomo (bianco?) perché solo lui è provvisto di organi perfetti che gli rendono particolare il vero piacere.
Charles Darwin non aveva ancora scritto ‘Espressione delle emozioni dell’uomo e degli animali’ (1872): “Anche gli animali desiderano un buon cibo, il sesso e hanno piacere ad uccidere il nemico.”
Il ratto maschio preme sulla leva per raggiungere la femmina desiderata o per ricevere una zolla di zucchero o di cioccolato.
Aggredisce e uccide un intruso nel suo territorio. Dopo ogni vittoria emette vocalizzazioni ultrasoniche, espressione di piacere. Questi comportamenti sono associati e dipendenti dal rilascio di dopamina nel cervello, durante il desiderio e la consumazione del cibo, sesso e soprattutto dopo la vittoria sul nemico.
Casanova riconosce che l’uomo ha la sublime facoltà di godere di stimoli immateriali. Prova piacere nel ricordo di un piacere passato. Leggere una pagina di ‘L’amante di Lady Chatterley’ di Lawrence, può essere eccitante più di un incontro mercenario. ‘Il Pranzo di Babette’ di Caren Blixel è più stuzzicante di un Big Mac.
Un videogioco può produrre l’emozione esaltante di uccidere un mostro o un extraterrestre.
L’uomo ha tramutato il piacere dell’aggressione nel rito della contesa sportiva, dove la violenza istintiva è auto disciplinata da norme e controllata da un arbitro.
Quando Sigmund Freud sperimentò su se stesso gli effetti della cocaina, provò una sensazione esilarante e un’euforia durevole che non presenta alcuna differenza da quella di un individuo normale. Come mai una sostanza chimica esogena ha prodotto la stessa emozione che si gode in condizioni di benessere? Non sarà che il piacere è il prodotto di una molecola? La risposta a quella domanda arrivò dopo mezzo secolo.
Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)
“Il famoso avventuriero, libertino, scrittore, filosofo, agente segreto Giacomo Girolamo Casanova ha predetto le funzioni della dopamina nel cervello un secolo e mezzo prima che questo neurotrasmettitore venisse identificato.” Da LA MOLECOLA DEL DESIDERIO E DEL PIACERE – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)



