XIV arcano – GONARIO CARTA, O DELLA TEMPERANZA – Di Antonangelo Liori

Ero di turno all’Unione Sarda l’11 dicembre del 1980 quando i carabinieri uccisero nelle campagne di Sedilo l’orgolese Gonario Carta, considerato nell’allora terribile ambiente del banditismo barbarcino un uomo di grande influenza.

Mi interessai di questo personaggio incredibile e complesso che era stimato dai pastori per la sua temperanza e per la capacità di risolvere conflitti di campagna come uomo di mediazione.

Un suo nipote mi fece leggere le sue poesie.

Capolavori.

In tasca gli trovarono la tessera del partito comunista.

Conosceva tutto Gransci, e Marx, e Lenin.

Conosceva Hikmet e Neruda, Lorca e Machado de Assis, Pasolini e Fenoglio.

Credeva in un futuro migliore.

In una società più giusta ed equa nella quale i ricchi sarebbero dovuti essere meno ricchi e i poveri meno poveri.

Era stato allevato nella dura miseria del Supramonte e della Barbagia di quegli anni dolorosi.


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