LA REALTÀ È UN MALINTESO


Editoriale del 2 novembre 2026

“La mia infanzia è intrisa di battaglie. Sono stato Sandokan, sono stato Zorro, sono stato Ettore: solo, oltre le mura di Troia, tante volte ho atteso in armi l’ira funesta di Achille, semidio invulnerabile. E sono stato Leonida, generale spartano.

Avrò avuto circa otto anni quando papà per la prima volta mi disse di lui.

Gli alleati greci avevano chiesto a Leonida di affrontare al passo delle Termopili lo sterminato esercito persiano che voleva invadere la Grecia: doveva resistere sino alla morte; era l’unico modo per salvare la sua gente.

Leonida aveva a disposizione pochi uomini ed era l’unico capace di questa impresa. Resistette, infatti. Si batté con furia inaudita per tre giorni: poche centinaia di uomini contro tre milioni di persiani, sino alla morte. Aveva rispettato le consegne.

Da allora sono stato spesso al passo delle Termopili. Per me ormai è più un rifugio che una trappola.

Lì c’è silenzio la notte prima dello scontro finale.

L’attesa; le premonizioni; la carneficina; il compianto con gli occhi chiusi; i ricordi postumi; la mia stessa testa conficcata in cima a un palo sotto la pioggia… So tutto. Ho visto tutto. E l’ho dipinto.

Ho montato le mie visioni in un film di sette minuti che il 31 dicembre del 2000, ultimo giorno del secondo millennio, fu trasmesso in televisione da Canale 5.

Termino questa nota all’alba del 17 maggio 2006; una bella giornata.

Da più di un mese sono tornato alle Termopili.

Sto dipingendo nuovi quadri.

Giganteschi.”

Queste righe sono tratte dal prologo della tragedia “Termopili, nostalgia della battaglia” che scrissi prima di realizzare un’ enorme mostra, mai allestita, con lo stesso titolo. E tutto il tempo trascorso a dipingere, a scrivere e a realizzare il film vivendo contemporaneamente nei panni di Leonida e nei miei mi ha reso più vasto. Non avevo smesso di essere me stesso: ero diventato anche Leonida.

L’Università di Aristan dopodomani, mercoledì 4 novembre, aprirà il nuovo anno accademico con una lezione intitolata “La realtà è un malinteso” che sarà anche il tema di fondo di tutte le altre lezioni.

Con me saliranno in cattedra Luigi Serafini e Danilo Sirigu. Luigi è un artista di fama internazionale, autore tra l’altro del leggendario “Codex Seraphinianus”, l’enciclopedia di un universo inventato scritto con una lingua anch’essa inventata e illustrato con immagini visionarie. Danilo invece è un celebre medico ipnotista che, accompagnato dal musicista Felice Cassinelli, chiuderà la lezione con un concerto ipnotico che regalerà ai presenti una realtà diversa da quella vissuta sino a quel momento; un’esperienza che ciascuno vivrà in modo assolutamente personale.

La realtà, infatti, è un malinteso non perché non esiste, ma perché esiste in modo vertiginoso. E noi possiamo conoscere e moltiplicare le nostre realtà.

L’Università di Aristan nasce per esplorare le vie della felicità, e la ricerca della felicità diventa più appassionante quando, anziché inseguire una definizione convenzionale del reale, ci avventuriamo nella scoperta di nuovi modi di abitarlo. Ogni nuova scoperta, infatti, può diventare un’inebriante occasione libertà.

Filippo Martinez (Rettore dell’Università di Aristan)

Il programma e le indicazioni per le iscrizioni all’anno accademico 2026/7 sono disponibili su questo sito nella colonna di sinistra

www.aristan.org

“L’Università di Aristan nasce per esplorare le vie della felicità, e la ricerca della felicità diventa più appassionante quando, anziché inseguire una definizione convenzionale del reale, ci avventuriamo nella scoperta di nuovi modi di abitarlo. Ogni nuova scoperta, infatti, può diventare un’inebriante occasione libertà.” Da LA REALTÀ È UN MALINTESO – Editoriale di Filippo Martinez (Rettore dell’Università di Aristan)


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