La prima parola del primo poema dell’occidente, l’Iliade, è “ira”, ménis in greco.
L’ira è un sentimento alto, epico, solenne. Purtroppo questa società infestata da minche bollite, (in sardo “minca” sta per membro virile) non conosce quasi più l’ira.
Mentre assistiamo impotenti a guerre feroci quanto lucrose, in molte zone del mondo, e in particolare nella mia Sardegna, in nome del neoliberismo e di una pelosissima transizione ecologica stiamo vivendo un’apocalisse che distruggerà per sempre la bellezza abbagliante dell’isola e disperderà i suoi misteri ancestrali.
Ma i megacriminali e la classe politica più farlocca di tutti i tempi hanno incominciato a capire che non siamo disposti a subire tutto questo. E presto capiranno che da queste parti è giunto il tempo dell’ira. L’abbiamo ritrovata nei meandri della nostra anima, l’abbiamo tirata a lucido, e ora è pronta per l’uso.
Per quanto mi riguarda ho scoperto che a 73 anni la mia ira è ancora giovanissima e non ho alcuna intenzione di abbandonare il pianeta senza essermi battuto con tutta la forza il coraggio e la fantasia che posso. Sino all’ultimo.
Filippo Martinez (Furibondo)
“La prima parola del primo poema dell’occidente, l’Iliade, è “ira”. L’ira è un sentimento alto, epico, solenne.” Da APPELLO ALL’IRA – Editoriale di Filippo Martinez (Furibondo)



