“Ho letto sui giornali che tu soffri perché è da 5 anni che io non rispondo alle tue telefonate… ma sei io non rispondo è perché ti voglio BENE! Come fai a non capirlo?” Così scrive Adriano Celentano a Teo Teocoli, che si era lamentato in un’intervista della rottura, all’improvviso e senza motivo, della loro lunga amicizia. La conclusione di Adriano è in celentanese puro: “Tu non devi essere triste, se no poi mi intristisco anch’io… quindi chiama pure se vuoi tanto io non ti rispondo”. Il bello è che questa spiegazione genialmente surreale, all’insegna del paradosso e dell’ossimoro, ha stimolato pensose meditazioni di intellettuali, a partire da Roberto Saviano che ha definito la non risposta una “forma controintuitiva di protezione o di libertà”, perché “non voler condividere, sparire, non è fatto in molti casi contro qualcuno, anzi spesso è fatto a protezione di qualcuno”. Meglio forse rivedere quel film bellissimo che è “Gli spiriti dell’isola” di Martin McDonagh, che assomiglia alla querelle tra Teocoli e Celentano. Anche qui Colin Farrell è sgomento per la brusca e immotivata interruzione di rapporti con l’amico Brendan Gleeson, che preferisce comporre e suonare il violino che chiacchierare a vuoto, mentre l’altro considera più importante il calore di un affetto umano. La vicenda si svolge nel pub di un’isola irlandese, dove un asino e un cane sono le uniche presenze confortanti di un paese afflitto da un poliziotto violento con figlio mentecatto, un prete sgradevole, una negoziante pettegola e una vecchia strega. In sintonia con la prosa swingante e bizzarra di Celentano, il film è un apologo assurdo e tragicomico, come la vita, sulle dinamiche di ogni guerra, sul contrasto tra la gentilezza, virtù dei semplici, e l’ansia di non sprecare il tempo, tipica degli artisti. Ma soprattutto sulla solitudine di esistere.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico di Aristan)
“Tu non devi essere triste, se no poi mi intristisco anch’io… quindi chiama pure se vuoi tanto io non ti rispondo”. – GLI SPIRITI DELL’AMICIZIA – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico di Aristan)



