Meglio morire vittime di un complotto della cui esistenza non ci siamo accorti (pazienza, è successo anche a Giulio Cesare) che vivere sospettando complotti che non esistono. Il complottista è la specie d’uomo più penosa tra quelle in circolazione, perché abita una palude psichica nutrita di frustrazione, alimentata dalla diffidenza, accesa dalla paranoia e spruzzata di grullaggine triste. Sprofondato nelle sabbie mobili di una rancorosa insoddisfazione, il complottista si sforza di farsi coraggio perché il mondo non va come vuole lui, ipotizzando che la realtà sia truccata. Incapace di accettare la superficie dei fatti, almanacca su scenari occulti incurante della logica e del ridicolo. Peggio delle fake news ci sono i fake brains. Capita in questi giorni che persone normodotate si dichiarino convinte che l’attentato a Trump sia stato architettato dallo stesso Trump per fare la vittima, passare da eroe e vincere le elezioni. Prova ne sia che i servizi di sicurezza avrebbero permesso all’attentatore di salire sul tetto e poi lo hanno subito ucciso per non farlo parlare. Quindi, Trump avrebbe assoldato (chissà in che modo) un ventenne di un paesino della Pennsylvania, figlio di assistenti sociali, introverso e vittima di bullismo, escluso dal poligono per scarsa mira, inaffidabile e squinternato, per farsi sparare addosso un proiettile che gli ha portato via mezzo orecchio e solo per pochi millimetri non gli ha centrato il cervello. Mi pare ovvio che si possa pensare il peggio possibile di quel concentrato tragicomico della peggiore politica che è Trump, ma se davvero avesse avuto l’audacia surreale e autolesionista di essere il mandante del proprio killer sgangherato si rivelerebbe un cialtrone di grandezza metafisica tale da meritare quasi di vincere le elezioni.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)
“Sprofondato nelle sabbie mobili di una rancorosa insoddisfazione, il complottista si sforza di farsi coraggio perché il mondo non va come vuole lui, ipotizzando che la realtà sia truccata. Incapace di accettare la superficie dei fatti, almanacca su scenari occulti incurante della logica e del ridicolo.” Da IL COMPLOTTO DEI GRULLI – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)



