ALLA RICERCA DELLA FELICITÀ


Editoriale del 15 gennaio 2025

Nel suo capolavoro “Alla ricerca del tempo perduto”Proust analizza le situazioni generali di mancanza della felicità e ne individua la causa principale in circostanze nelle quali l’uomo si sente schiacciato dal peso di uno stato di immobilità determinato da un tempo che sembra non divenire, in quanto appare sempre uguale a sé stesso, con un futuro che si prospetta identico al passato e al presente e induce a sentire la vita come una nave incagliata nei ghiacci. Questo stato, da cui scaturisce l’incapacità di provare qualsiasi emozione, e in particolare quello stupore e quella meraviglia dai quali, secondo Aristotele, inizia sempre la conoscenza, è particolarmente aggravato se a questa sensazione di immobilismo si abbinano la depressione e la «vergogna di sé» provocate dall’idea del tempo che è irrimediabilmente passato, senza che si siano sapute cogliere al momento debito le opportunità che esso ci ha offerto. La liberazione da questo stato di melanconia e di depressione viene prodotta dal miracolo della memoria involontaria: legata a una circostanza casuale che fa riemergere improvvisamente un ricordo rimasto a lungo sepolto, come quella descritta dalla famosa scena delle madeleines, nella quale le sensazioni associate a eventi vissuti ripetutamente nel passato, rimaste a lungo silenti, possono essere scatenate e riattivate in particolare da un odore o da un sapore. Proprio per questo risveglio dei sensi e per la rianimazione dell’intero corpo che ne scaturisce la memoria involontaria costituisce il luogo utopico in grado di risvegliare lo stupore e rendere di nuovo possibili l’estasi e il godimento. Come fa l’arte, che ha questa funzione riparativa e salvifica e può per questo riuscire laddove la vita ha fallito, stimolando il rovesciamento di un destino, dalla depressione all’estasi. Il messaggio che Proust ci trasmette con la sua scrittura e con la sua narrazione è che a scandire la nostra vita e a provocarne le svolte significative non sono le decisioni razionali prese a tavolino, bensì tutta una serie di intrecci non intenzionali che riusciamo a rendere oggetto del nostro pensiero e della nostra riflessione, facendone il romanzo del nostro vissuto, grazie alla scarica prodotta anche da un singolo istante di godimento, come quello indotto dall’odore e dal sapore delle madeleines.  

Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)

“le sensazioni associate a eventi vissuti ripetutamente nel passato, rimaste a lungo silenti, possono essere scatenate e riattivate in particolare da un odore o da un sapore.” Da ALLA RICERCA DELLA FELICITÀ – Editoriale di Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)

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