ANTONANGELO LIORI SU ALBO VALDES: Albo Valdes e la teoria dello sconfitto


Editoriale (bis) del 16 febbraio 2025

Albo non aveva granché voglia di parlare.

Sgranocchiava dei ceci che avevamo abbrustolito nella padella antiaderente ma non aveva nessuna intenzione di preparare la cena.

“Come mai sei così abbacchiato?”, gli domandai.

“Perché sono uno sconfitto”, mi rispose: “Avevo tanti sogni e tante speranze e tutto è finito come i ceci nella padella anti-aderente”.

Lo guardai sconfortato.

“È il destino dell’umanità”, feci io: “Siamo tutti ceci abbrustoliti. Il sogno ci fa muovere e la realtà ci deprime”.

“Cosa devo fare, amico mio”, mi chiese.

“Io inizierei da una bella amatriciana molto ricca di cipolle e col guanciale al posto della pancetta. La tempestiamo di pepe e anneghiamo in quel meraviglioso sugo spaghetti numero 5”.

“E dici che la depressione verrà sconfitta?”

“La depressione non so, ma la fame sicuramente sì. Meglio soffrire a pancia piena che a pancia vuota. Meglio godere di buoni sapori che di depressione”.

Tritai la cipolla, lui tagliò il guanciale a dadini minuscoli.

“La saggezza – mi disse – è la principale fra le tue doti”.

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