Esorcisti e Farmacologi: Un caso di possessione demoniaca trattato con sulpiride.
Questo è il titolo di un lavoro presentato al primo congresso della Società Italiana di Psichiatria Biologica, tenutosi a Napoli nel 1978. Il caso riguarda una ragazza sedicenne che manifestava sintomi interpretati come segni di possessione demoniaca. Tra questi sintomi vi erano:
- Avversione per oggetti e soggetti religiosi: la ragazza mostrava un forte rifiuto verso tutto ciò che era legato alla religione.
- Aggressività: dimostrava una forza e un’agilità insolite per la sua età, al punto da tentare di strangolare un sacerdote.
- Cacolalia: pronunciava parole blasfeme e volgari.
- Glossolalia: parlava con una voce baritonale, utilizzando una lingua a lei sconosciuta.
- Comportamenti impudichi: assumeva atteggiamenti inappropriati e mai manifestati in precedenza.
Non erano invece presenti fenomeni di levitazione, a differenza di altri casi celebri, come quello di Ronald Doe, che si diceva fosse riuscito a levitare fino a tre metri di altezza.
I genitori della ragazza avevano documentato la sintomatologia in un video e si erano rivolti al parroco della diocesi. Questi, riconoscendo la natura demoniaca dei sintomi, aveva praticato le preghiere di liberazione, senza ottenere alcun risultato. La ragazza fu quindi indirizzata all’esorcista nominato dal vescovo della diocesi. Anche l’esorcista, dopo aver confermato la natura demoniaca dei sintomi, tentò le preghiere di liberazione, ma senza successo. Infine, procedette con il severo rituale dell’esorcismo, pronunciando la formula: “Pro ecipio tui, ti comando, spirito demoniaco, nel nome di Gesù, di dirmi il tuo nome!”. Tuttavia, non ottenne alcuna risposta.
Dopo una serie di tentativi falliti, i genitori decisero di rivolgersi a uno psichiatra, autore del lavoro presentato al congresso. Questi trattò la paziente con un farmaco antipsicotico atipico, il sulpiride, da poco introdotto in Italia. Con grande sorpresa dei familiari e dell’esorcista, la sintomatologia regredì completamente nel giro di due settimane. Nessuno assistette alla “fuga del diavolo” dal corpo della ragazza, ma i sintomi scomparvero.
Nel lavoro si discute se il farmaco abbia agito sul “diavolo” o sul cervello della ragazza. La questione solleva riflessioni profonde sull’interpretazione dei disturbi psichiatrici e sul confine tra scienza e credenze spirituali.
*Gianluigi Gessa mercoledì prossimo, 26 febbraio, sarà uno dei docenti della lezione di Aristan intitolata IL DIAVOLO)
“La ragazza fu quindi indirizzata all’esorcista nominato dal vescovo della diocesi” Da ESORCISTI E FARMACOLOGI – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)



