ACTION MOVIES PER SIGNORE


Editoriale del 20 agosto 2025

Da anni trascorro il Ferragosto a casa: con le tapparelle semi abbassate, nella penombra e al fresco mi tuffo nelle lunghe giornate festive con il gusto di chi sa di avere a disposizione tante ore per fare quello che più gli piace: niente.  O meglio, niente di organizzato, prenotato, strutturato. Solo qualche semplice e gustosa ricetta estiva e poi letture, parole crociate (compro la “Settimana Enigmistica” due volte all’anno, a Natale e a Ferragosto) e, soprattutto, film. Tanti film. A tutte le ore. Classici già visti, novità appena sbarcate sulle piattaforme, titoli da sempre ignorati o snobbati. A Ferragosto, nella mia testa, il tempo si espande e io posso farne quel che voglio senza l’ossessione dell’uso razionale. Così mi sono ritrovata a guardare ben tre “action movies” di seguito: i primi tre dei cinque “Die Hard”: “Trappola di cristallo”, “58 minuti per morire” e “Duri a morire”. Notare che i film d’azione, quelli più noti (Rambo, Terminator, ecc.), li ho sempre e solo assaggiati, giusto per dovere di cronaca, considerandoli roba per maschi trogloditi. Beh, com’è come non è Die Hard mi ha subito acchiappato.  Grazie alla bravura dell’interprete, Bruce Willis, ho pensato inizialmente, alla sua abilità nelle scene d’azione (è noto che molte delle scene, anche impegnative e acrobatiche, le ha realizzate Willis). Ed è così, Bruce Willis è molto bravo; ma la verità è che “Die Hard” è una saga di action movies per signore. O almeno lo sono i tre film che ho visto. Il protagonista, il poliziotto John McClane è costruito per piacere alle donne: un eroe con macchie e paure. Indossa spesso una canottiera sporca di sangue (suo e altrui) e nel bel mezzo delle imprese più rischiose sbotta: «Ma chi me l’ha fatto fare?» o «Perché mi vengono queste idee?». È tollerato dai superiori, che lo apprezzano ma ne temono l’impulsività. La moglie Holly lo ama, però non ce la fa a gestirlo. Ruvido e diretto, ha la battuta pronta, talvolta sboccata, sempre efficace. Soffre di mal di testa (per l’alcol della sera prima o per lo stress inflitto dai nemici) e chiede continuamente un’aspirina. Per non parlare degli sfoghi, brevi ma intensi, con i quali esprime in ogni film i sentimenti per la moglie dalla quale è separato. Insomma a differenza dei protagonisti di altre celebri saghe di film d’azione, personaggi monolitici privi di anima come Terminator o che l’anima l’anno persa in guerra come Rambo, John McClane l’anima ce l’ha e ce la mostra. Coraggioso e intelligente, spiritoso e fragile, pronto ad affrontare e sgominare da solo bande di nemici spietati ma incapace di tenersi  accanto le persone che ama, il protagonista di Die Hard ha tutto per piacere a noi donne: protegge e sollecita l’istinto di protezione, diverte, intenerisce. Perfetto. Comunque al terzo film mi sono fermata. Un po’ affaticata da tante esplosioni, scazzottate, inseguimenti, ma contenta di aver trascorso il Ferragosto con John McClane ho spento il televisore. E mi son messa a fare parole crociate.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“la verità è che “Die Hard” è una saga di action movies per signore. O almeno lo sono i tre film che ho visto.” Da ACTION MOVIES PER SIGNORE – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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