MADRE SURROGATA


Editoriale del 12 dicembre 2025

La gestazione per altri, maternità surrogata o utero in affitto, ha una lunga e “gloriosa” storia. Ne hanno approfittato o l’hanno raccomandata santi, filosofi, re, imperatori. Nel Libro della Genesi è riportato che Dio consigliò ad Abramo di servirsi della schiava Agar per avere un figlio maschio, poiché Sara, la moglie gelosa di Abramo, non si decideva a figliare un maschio.

Enrico VIII re d’Inghilterra e signore di Irlanda, nella sua infruttuosa ricerca di un erede maschio, dovette usare l’utero di sei donne: Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Clèves, Caterina Howard e Caterina Parr. Le ha sostituite nell’ordine, col divorzio o col taglio della testa.

ll domenicano Tommaso Campanella raccomandava, nella Città del Sole, di procreare esseri umani superiori scegliendo le madri surrogate più idonee. Molti re spagnoli saggiavano differenti madri surrogate fino ad ottenere il figlio maschio più bello.

La “gravidanza per altri” è praticata anche da certi insetti, da milioni di anni. Gli Icneumonidi (vespe) depongono le loro uova nel ventre dei lombrichi attraverso un varco praticato con un lungo ed acuminato pungiglione, dopo aver paralizzato la “madre surrogata” con una potente tossina.

Dopo la schiusa delle uova, le neonate larve divorano i tessuti dell’ospite, lentamente, affinché l’agonia della madre si prolunghi sino a quando la larva diviene vespa.

Questa pratica crudele ha suscitato qualche dubbio sulla infinita bontà del Creatore. Charles Darwin scrive: non posso credere che un Dio beneficente e potente abbia creato gli Icneumonidi con l’intento di far loro divorare il corpo della loro madre (surrogata) vivente, né che abbia creato il topo per far divertire il gatto. Altri teologi naturali più “illuminati”, hanno interpretato quel rito crudele, come la prova della bontà divina, poiché serve a limitare i danni causati dai bruchi sulle coltivazioni.

In tempi più recenti, il primo contratto di surrogacy a pagamento avvenne nel 1980 su una donna di 37 anni, Elisabeth Kane, che venne compensata con 10 mila dollari, a prodotto finito. La fecondazione avvenne in modo tradizionale.

Numerose Fertility Clinics offrono ai loro clienti, a pagamento anche rateale, i più disparati servizi, inclusa la fecondazione dell’uovo della cliente con lo spermatozoo della clinica o, viceversa, la fecondazione dell’uovo della clinica con lo spermatozoo del cliente.

Ai più esigenti offrono l’impianto dell’embrione del cliente nell’utero della madre surrogata. In alternativa, per un prezzo più basso, la fecondazione dell’uovo della cliente o quello offerto dalla clinica, può avvenire con metodi più venerandi.

Le migliori cliniche conservano congelati, anche per un secolo, l’ovulo, gli spermatozoi o l’embrione del cliente: l’affitto del congelatore è di 800 dollari all’anno, ma permette di procreare anche dopo morti!

L’utero non è il solo organo che la donna ha dato in affitto. Nel passato non lontano le donne della borghesia affidavano l’allattamento del neonato ad una balia, in genere una contadina di sana e robusta costituzione ma povera in canna. L’affitto del seno durava più di due anni: non c’era fretta per la madre vera né per quella surrogata per la quale il seno era l’unica sorgente di reddito. Nessuno dei figli così allevati diventava contadino, con buona pace di quelli che sentenziano che i figli allevati da omosessuali diventeranno tali.

Infine, le attuali tecnologie permettono di tenere in vita e far maturare al di fuori dell’utero, feti di cinque mesi, riducendo alla metà il periodo della gravidanza. La possibilità di spingere indietro questo limite è dietro l’angolo: l’ectogenesi completa farà crollare l’ultimo mito sacro e inviolabile, quello del grembo materno. In un futuro non lontano, incubatori che, a pagamento anche rateale, sostituiranno l’utero materno, saranno così pubblicizzati: “L’incubatore non si affeziona al neonato, non gli trasmette malattie, virus, droghe, alcol, farmaci teratogeni. Permette di vedere crescere il bambino attraverso una finestrella, alla madre di fumare marijuana senza pericolo per il feto”.

Dopo cinquecento anni dal Concilio di Trento siamo arrivati a un mondo di sesso senza gravidanza, di gravidanza senza sesso e senza donna. Parafrasando Humphrey Bogart: “è la scienza, Bellezza!”.

C’è una grande confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente. Mai come ora è attuale il lamento di Einstein: “Cari Posteri, andate al Diavolo!”

 Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

“Dopo la schiusa delle uova, le neonate larve divorano i tessuti dell’ospite, lentamente, affinché l’agonia della madre si prolunghi sino a quando la larva diviene vespa.” Da MADRE SURROGATA — Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

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