Con “Buen camino” Checco Zalone, superati i 70 milioni di euro, ha battuto ogni record di incasso per le sale in Italia, da quando hanno inventato il cinema. Speriamo che questo primato storico elimini la diffidenza istintiva che porta il pubblico a disertare i film italiani e spiani la strada anche a opere nostrane più nascoste e mal distribuite ma di qualità eccellente. Vi raccomandiamo, per esempio, di non perdere due bellissimi film italiani usciti in questi giorni: “Ultimo schiaffo” e “Gioia mia”. Il primo, diretto da Matteo Oleotto, mescolando con abilità dramma e commedia, noir e grottesco, satira e denuncia, racconta l’umanità misera e miserabile di un paesino tra le nevi del Friuli (simile a quello de “La valle dei sorrisi”, un altro fresco e ottimo film italiano di questa stagione): tra vecchi rimbambiti e giovani disperati, spacciatori e cani smarriti, gare di lotta clandestine e morti ammazzati, si compone il ritratto di una comunità di perdenti in un clima degno dei migliori fratelli Coen. Sceneggiatura perfettamente oliata, ritmo veloce, recitazione magistrale di attori quasi tutti sconosciuti: insomma, un piccolo miracolo del nostro cinema. “Gioia mia” segna invece l’esordio della giovane regista Margherita Spampinato e racconta l’estate trascorsa da un bambino nella casa siciliana di una vecchia zia: senza cellulare né divertimenti, il romanzo di formazione del piccolo Nico prevede la noia, la curiosità, la scoperta della vita e della morte. Un’elegia deliziosa aliena dalla ruffianeria, dalla retorica, dalla facile commozione: gli ingredienti sono l’esplorazione del palazzo, la costruzione dell’amicizia coi coetanei (forse l’inizio di un amore), la paura dei fantasmi, il recupero dei segreti del passato. Interpretato anch’esso da attori poco noti ma di straordinaria naturalezza, è un film gentile, umanissimo e più profondo di quanto sembri. Fatto, come l’altro, della concretezza di esistere, di fatti e personaggi autentici, che il cinema sa trasfigurare in avventure avvincenti capaci di emozionarci davvero. Tutto il contrario dei farraginosi kolossal stranieri o del kitsch narcisista e fasullo di Sorrentino. La vera grazia la troverete nel paesino friulano di Oleotto e nel palazzo siciliano della Spampinato.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)
“Gioia mia” segna invece l’esordio della giovane regista Margherita Spampinato e racconta l’estate trascorsa da un bambino nella casa siciliana di una vecchia zia: senza cellulare né divertimenti, il romanzo di formazione del piccolo Nico prevede la noia, la curiosità, la scoperta della vita e della morte. Un’elegia deliziosa aliena dalla ruffianeria, dalla retorica, dalla facile commozione” Da ITALIANI MA BELLI – Editoriale Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)



