LA SPERANZA DEL SUBLIME AMORE


Editoriale del 22 marzo 2026

Vedo il mio corpo nella doccia.

Un ammasso d’ossa che malamente si regge.

E su quel che resta della mia pelle una nuova “lesione”, come chiamano i medici i tumori.

Ogni settimana trovo una macchia nuova.

Sembra sangue pesto.

Mi sdraio sul letto senza idee.

Rifletto sul senso dell’esistenza.

Poi mi chiama Caterina.

“Babbo”, mi dice: “Una notizia meravigliosa: sono nuovamente incinta, avrò un altro bambino”.

Urlo dalla gioia.

Virtualmente la abbraccio.

Canto per la felicità.

Riguardo con distacco le mie lesioni.

Alzo gli occhi al cielo e guardo negli occhi le spietata mietitrice.

“Ho vinto io”, le dico: “Puoi fare ciò che vuoi: uno te ne porti via e due nuovi riempiranno la mia casa”.

Andrò via col cuore gonfio d’amore.

Con due nipoti sulle mie spalle.

Con la vita che trionfa sulla morte

La speranza del futuro è sublime amore.

Conto che non si paga.

Ricchezza che cresce.

Riguardo le mie lesioni.

No, la spietata mietitrice non passerà.

Si prende le foglie secche e sbocciano i nuovi germogli.

Ad ogni inverno segue la primavera.

Ad ogni gelida notte un tiepido giorno.

Non pensare, figlia, a chi va via: concentrati solo su chi arriva.

Torno in doccia.

Nuovamente mi lavo.

Cancello i cattivi pensieri e canto.

Canto quella canzone antica nella mia antica lingua.

“s’abba si mudat in nie
intrue una vaporosa
dae sa notte iscurosa
naschit sa lughida die”
L’acqua si trasforma in neve
in una nuvola soffice
dalla notte più scura
nasce ogni luminoso giorno.
Tutto va via.

Non vedo più alcuna metastasi sulla mia pelle.

E mi scopro giovane.

E forte.

Si riempirà di nipoti festosi la mia casa silenziosa.

La spietata mietitrice abbassa la cresta.

E si allontana.

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

“Torno in doccia. Nuovamente mi lavo. Cancello i cattivi pensieri e canto.” Da LA SPERANZA DEL SUBLIME AMORE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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