Dice la leggenda nera che Mintonia – Maria Antonia – fosse la vera dominatrice della famiglia dei più feroci banditi nuoresi, i fratelli Elias e Giacomo Serra Sanna.
La descrive Grazia Deledda con eroica bellezza in “Cosima”.
Chiudo gli occhi sugli arcani maggiori.
In alchimia la papessa è l’attrazione che collega in modo indissolubile bene e male.
E si ignora se bene e male fossero giustamente amalgamati nel cuore della papessa di Santu Predu, amata dal popolo e odiata dai prinzipales che temevano il suo oscuro potere.
Chiudo gli occhi.
E la vedo navigare nei ching.
Chiudo gli occhi.
E la vedo nelle multiformi voluttà della dea Khalì.
Non ho mai capito cosa fosse la ragione dell’essenza, quella che trovò Heisenberg sull’isola di Helgoland quando, osservando l’alba nell’orizzonte, intuì il principio di indeterminazione non riuscendo a capire dove finisse il mare e dove iniziasse il cielo.
Da qui riuscì a dedurre il prodotto dell’incertezza nella determinazione della posizione.
Chiudo gli occhi.
La papessa di Nuoro anticipò la fisica dei quanti, nella sua confusione fra il dovuto e il lecito, capendo con precisione che la legge non racconta la giustizia ma la umilia.
Nell’aurora indeterminata furono uccisi i suoi fratelli assieme ai loro compagni nella battaglia di Morgogliai.
Tutto finì nel sangue.
Ma la papessa tutto già sapeva.
E si chiuse nella sua lugubre casa come un corvo in attesa della morte.
Tutto finisce in questo indeterminato inferno che è la vita.
Chiudo gli occhi.
Tutto mi appare davanti.
Tutto si confonde e si annulla.
Leggo in Heisenberg il limite della costante di Planck e nella papessa nuorese il limite della mia gente.
Bene e male si confondono nel mare di Helgoland.



