Signora
Nel ringraziarvi per il vostro garbo gentile, mi preme rammentarvi che posso essere io per tre anni un peso.
Grande il favore che Voi mi fate nel darmi la libertà: rivedere la luce senza grate dopo 22 anni è un magnifico dono.
Ma esservi di disturbo sarebbe una prigione ancor più terribile per il mio cuore.
Poiché avete accettato il mio ingombro farò domando cercando di non esservi di impaccio.
Vi ringrazio, Signora”.


