Sono stato bandito.
Ed esiliato.
E in romitaggio accolto dal buio remoto della notte.
E nell’oscurità ho maturato l’idea della ricerca della vera luce.
Non si trova conoscenza in un mondo di vili.
Dai quali ha ragione il bandito ad allontanarsi.
Sono stato bandito.
E mai umiliato.
E pur nella sofferenza mai ho sofferto perché ho cercato
sempre la vera luce.
Tasto il terreno col mio bastone.
E nell’atto dell’esperire creo l’epesegesi di ogni cosa.
Sono stato bandito.
E sepolto, ma vivo.
Nella certezza del mio sentire ho sentito le lacrime profonde
del mio cuore fluire come acqua limpida per dissetare il mio
deserto.
Tu passeggero che vai alla base del mondo ricorda che sono
stato qui, dove tu ora sei.
Nella tempesta del dove ho pascolato la mia coscienza
sapendo che non esiste differenza assoluta fra bene e male.
Dipende tutto dal punto di vista.
Sono stato bandito, ma mai bugiardo o pentito.
Perché era puro il mio cuore.
E il mio inutile amore.
Nella differenza delle cose ho visto i sentimenti fluire e
defluire.
E gli amici fuggire.
Per poi tornare.
Sono stato bandito.
Ma mai vile.
Mai intimidito.
Mai spaventato.
Mai il mio essere è stato piegato all’altrui volontà.
Solo al mio dubbio.
Al mio bisogno di credere.
Che si possa vivere.
Nonostante tutto.
E nonostante tutto amare.



