Guardare il cielo di notte fa sempre bene alla salute.
Il grande collega Carl Sagan diceva che l’astronomia è un’esperienza di umiltà. Vero. Infatti stiamo ruotando nel sistema del Sole, una nana gialla immobile alla periferia di una galassia, la Via Lattea, perduta in un piccolo universo periferico che, a sua volta, è meno di un neutrino nell’oceano inconcepibile degli universi concentrici. Carl, però, non teneva conto della microcosmologia che invece potrebbe istigare noi umani a fare i gradassi. Infatti per la microbiologia siamo giganteschi, addirittura sterminati: gli atomi, i fermioni, i leptoni, gli elettroni, i protoni, i neutroni, i batteri, i quark infatti non potrebbero essere in grado di percepirci, nemmeno di concepirci. Perché noi siamo enormi e infinitesimali, centrali e periferici, immobili e frenetici. E quando in una bella notte limpida ci abbandoniamo alla contemplazione delle stelle piccolissime ma gigantesche sopra di noi giganteschi ma piccolissimi possiamo dolcemente confonderci constatando che non potrebbe esserci tempo, non potrebbe esserci spazio, non potrebbe esserci alcun senso per la morte.
Filippo Martinez (Astronomo)
“Infatti stiamo ruotando nel sistema del Sole, una nana gialla immobile alla periferia di una galassia, la Via Lattea, perduta in un piccolo universo periferico che, a sua volta, è meno di un neutrino nell’oceano inconcepibile degli universi concentrici.” Da GUARDARE IL CIELO DI NOTTE FA BENE ALLA SALUTE – Editoriale di Filippo Martinez (Astronomo)



