Molti sedicenti artisti danno dell’Arte e del Potere un’interpretazione riduttiva, meschina. Dicono di non poter operare per colpa dell’ignoranza e della corruzione. Frignano, recriminano, citano artisti ingiustamente premiati o esaltati dallo Stato, evocano gallerie d’arte asservite al mercato, critici di destra o di sinistra, finanziamenti…
Balle!
L’Arte e il Potere se ne infischiano dello Stato, dei galleristi, dei critici e dei finanziamenti; sono parole enormi, tanto vaste da straripare e confondersi l’una nell’altra. Inseparabili. Non esiste vera Arte senza Potere, né vero Potere senz’Arte.
Per accedere all’Arte non è necessario saper scrivere o dipingere, così come per esercitare il Potere non è indispensabile essere miliardari o Presidenti del Consiglio: bisogna essere vivi.
Questo è il punto. Essere davvero vivi.
Ci sono troppi zombi in giro.
Il capo di un’agenzia di marketing una volta, a cena, mi fece una confidenza: “In quattro battute, capisco tutta la vita di una persona: so che giornali legge, che film gli piacciono, per chi voterà, so se frequenta ristoranti cinesi, se crede in Dio, se ha l’amante, se usa la maglia di lana…”.
Ma non parlava della vita.
La vita è roba da re, merita rispetto.
Pretende regalità.
Vive chi governa con tutte le energie, con tutta l’arte e il potere che occorre.
Chi è monarca assoluto, tirannico di se stesso.
Chi non abdica. In nessun caso.
Mai.
Filippo Martinez (Storico dell’arte)
“Vive chi governa con tutte le energie, con tutta l’arte e il potere che occorre.
Chi è monarca assoluto, tirannico di se stesso.
Chi non abdica. In nessun caso.
Mai.” Da ARTE E POTERE – Editoriale di Filippo Martinez (Storico dell’arte)



