«Questi bambini nascono due volte….
La seconda dipende da voi. Da quello che saprete dare.
E alla fine sarà una rinascita anche per voi.»
G. Pontiggia, Nati due volte
• Matteo 17,24-27 · Figli liberi, ma viventi insieme
Parlando di tasse per il Tempio,
Pietro risponde in fretta che “sì”, il Maestro paga.
Ma Gesù lo ferma: i re riscuotono dagli estranei, non dai figli.
I figli sono liberi.
Liberi, ma non esenti dal mondo.
E allora, a evitare lo “scandalo” del mondo,
Gesù negozia il non negoziabile:
manda Pietro a pescare una moneta nella bocca di un pesce,
e a pagare «per me e per te».
Insieme.
• Matteo 18,1-5 · Un bambino “come questo”
Di fronte all’abbinamento,
pensato a esclusione o privilegio,
i discepoli a concorrenza
chiedono chi nel regno sia il più grande.
Gesù chiama un bambino, lo mette al centro,
e dice che nel regno il più grande
è chi si fa piccolo bambino
«come questo».
«Come questo»:
non un bambino ideale, ma questo qui:
corpo reale
di chi sta appena cominciando a diventare.
• Matteo 18,6-10 · Finito il concorso di Miss Universo
Poi un testo, innestato sulla parola “scandalo”,
sfida l’intelligenza prima ancora che l’etica:
se la tua mano,
il tuo piede,
il tuo occhio
ti scandalizza,
taglia, cava, getta via.
La morale qui non serve, come sovente è il primo ostacolo a capire
un vangelo che sia buona notizia.
Perché con un occhio solo e una mano sola
puoi continuare a desiderare o a rubare quanto con due.
Il problema è risolto solo se di due accetti di perdere uno:
finito il concorso di Miss Universo.
Meglio «entrare nella vita» da imperfetto,
monco zoppo cieco,
che finire nel fuoco dei perfetti sgomitanti.
Non era morale,
era fisica e metafisica, era cosmologia:
nell’universo dei viventi insieme,
uno è meglio di due
quando due ti chiude,
quando due ti isola,
quando due ti fa perfetto in concorrenza,
fuori dal regno,
fuori dalla vita insieme.
• Nati due volte: cosmologia dell’imperfezione
Un giorno dissi a un padre disperato per un figlio appena nato:
forse era così anche quel bambino messo al centro da Gesù,
forse nato due volte, forse diverso in occhi, mani, piedi.
Nati due volte:
la prima nascita ti consegna al mondo,
la seconda ti consegna agli altri.
La prima è sangue, la seconda è legame.
La prima è corpo, la seconda è servizio.
La prima è imperfezione, la seconda è vita.
• Perdere per trovare
Ma perché, Signore, i tuoi discepoli
riducono la perfezione a concorrenza?
Si immaginano gente del “di più”,
quando tutto cominciò
con il mito di un mondo nato dal “di meno”,
da una costola non persa, ma donata.
Nel vangelo, come nel mito,
perdere è il solo modo di trovare
«cento volte tanto».
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“Nati due volte: la prima nascita ti consegna al mondo, la seconda ti consegna agli altri.” Da Salmo 567 NASCERE DUE VOLTE – COSMOLOGIA DELL’IMPERFEZIONE – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



