Il mio nome è Banjo, come lo strumento musicale.
Vengo dalla stella che avete chiamato Earendel, a 12,9 miliardi di anni luce dalla Terra. Grazie al teletrasporto sono arrivato qui con altri 117 Earendeliani il 30 marzo 2022, un attimo dopo che il vostro telescopio spaziale Hubble aveva avvistato il mio astro.
Aspettavamo da tanto questo contatto perché eravamo divorati dalla voglia di conoscervi. Infatti, per una coincidenza inesplicabile, siamo fisicamente del tutto uguali a voi. L’unica differenza è che abbiamo tre occhi, ma indossando occhiali da sole a fascia, molto scuri, possiamo circolare tranquillamente e studiare dal vivo la vostra affascinante e contraddittoria civiltà senza che nessuno ci noti.
Per anni l’abbiamo indagata a distanza. Conosciamo le vostre lingue, molte delle vostre tradizioni, ma non è la stessa cosa che incontrarvi, parlarvi, ridere con voi.
Rivelo questo segreto perché sono costretto dalle circostanze. Lo capirete leggendo.
Dal giorno del mio arrivo non mi sono mai mosso dalla città in cui sono atterrato: Pisa.
Sono letteralmente stregato dalla Piazza dei Miracoli.
Passo le mie giornate a circumnavigarla con discrezione, a visitarla, a contemplarla, a godermela.
Non riuscirei a far altro.
Ogni giorno arrivano migliaia di turisti da tutto il mondo, sono attratti dalla torre pendente e si fanno fotografare mentre fingono di sorreggerla. Anch’io ho fatto una foto del genere. Ma la mia grande passione non è la torre. E non sono nemmeno la bellissima cattedrale e il camposanto, con l’inquietante affresco di Buffalmacco.
La mia passione è il battistero.
Il battistero non è semplicemente un’architettura perfetta: è il più gigantesco, affascinante, incredibile strumento musicale che sia mai stato concepito sulla Terra e, credo, nell’intero Universo. La sua acustica raccoglie, amplifica e moltiplica le voci e i suoni, restituendoli con una risonanza quasi divina.
La sezione aurea che ha guidato la sua costruzione è la stessa degli altri monumenti della piazza e dello spazio verde che li accoglie. Un prodigio di armonia.
L’interno è sobrio, quasi essenziale, in contrasto con la preziosità dell’esterno. L’unica trasgressione al rigore è lo straordinario pulpito scolpito da Nicola Pisano: una postazione dalla quale la voce sembra librarsi oltre le leggi della fisica, verso la dimensione incommensurabile della trascendenza.
La trascendenza, appunto.
Ero a un passo dal capire tutto. Ma non avevo capito.
Ora però, finalmente, mi è tutto chiaro.
Stamani il mondo è sconvolto e il panico si sta impadronendo di tutti.
Come sapete il battistero è sparito. E stanno circolando le ipotesi più sconvolgenti. La più accreditata è quella del fisico Roger Penrose, secondo il quale sarebbe stato dissolto da una micidiale arma sconosciuta.
Ma sbaglia. Tutti sbagliano.
Stanotte è successo qualcosa di straordinariamente bello.
E silenzioso.
Lo rivelo anche se so che, attirando l’attenzione su di me, rinuncio alla mia identità segreta di Earendeliano. Ma devo farlo.
Alle 3:07 ero lì, da solo. Unico testimone.
E ho visto tutto.
Quasi non credevo ai miei tre occhi: il battistero di San Giovanni non era soltanto un’architettura perfetta e un gigantesco strumento musicale.
Era anche un’astronave.
E decollava, silenziosamente.
Presto è scomparso nell’infinito. Ora potrà far risuonare la musica sacra del cosmo.
È la verità.
Sembra un miracolo ma non è un miracolo.
Cari terrestri, dovete essere orgogliosi sino alle lacrime: questa è la più grande, la più meravigliosa, la più misteriosa impresa del genere umano, incredibilmente realizzata nel medioevo.
Credo che il battistero sia volato in cielo soltanto oggi, dopo quasi otto secoli, perché ha percepito la mia presenza come un segnale di apertura verso altri mondi.
Ora la sua sublime, divina, umana armonia è in giro nell’Universo.
E tornerà.
Prima o poi.
Filippo Martinez (Earendeliano di Aristan)
“Ora la sua sublime, divina, umana armonia è in giro nell’Universo. E tornerà. Prima o poi.” Da UNA BELLISSIMA NOTIZIA – Editoriale di Filippo Martinez (Earendeliano di Aristan)


