A me la musica country aveva sempre fatto cagare. Una lagna mortale. Però nel 1993 capitai a Milwaukee, nel Wisconsin, proprio in occasione di un mega-raduno di motociclisti che celebravano i novant’anni dell’Harley-Davidson. Erano migliaia, bifolchi o vestiti da bifolchi. O almeno così mi sembravano. Avevano invaso gli alberghi, bevevano fiumi di birra e in giro si sentiva solo musica country. Riuscii a farmela piacere, anch’io in fondo sono un bifolco. Tornato in Italia ascoltavo solo i più zuccherosi cantanti country, dandomi persino un certo tono.
Uscivo con una ragazza sperando di cavarne qualcosa. Accettò di venire in campeggio con me e salì sulla mia macchina. Al terzo giorno di viaggio con quella musica in sottofondo mi disse:
“Tony, ho capito che siamo diversi, ti saluto. È tempo che te lo dica, a me il country fa cagare”.
E dire che la pensavamo allo stesso modo.
Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)
“A me la musica country aveva sempre fatto cagare. Una lagna mortale.” Da A ME IL COUNTRY FA CAGARE – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan).



