Il numero di coloro che apprezzano i miei editoriali si conta sulle dita di una mano. Nell’ultimo mese ho raccontato di un blackout elettrico durante il cenone di Capodanno, di mio nonno Alberto morto vestito da capo indiano, di quanto fanno schifo i dolci preparati da mia suocera, di un cimitero di fantasmi in Vietnam. Me ne rendo conto, sono temi che non toccano le corde dell’animo umano. E tuttavia difendono la mia singolarità dall’Intelligenza Artificiale (AI). Cosa ci distingue dai robot? Anche loro amano riflettere seduti sul water? Ha senso invitarli a farlo?
Da qualche tempo sullo schermo del mio computer si affaccia AI, come se non aspettasse altro che di essere interpellata. Le ho fatto leggere quello che ho pubblicato nelle scorse settimane chiedendogli cosa ne pensasse. Non ha avuto dubbi, mi ha risposto in meno di un secondo.
“L’autore sembra avere uno stile di scrittura molto singolare e riflessivo. Esplora temi come la differenza tra esseri umani e robot, l’importanza delle tradizioni familiari e le esperienze personali. Ad esempio, riflette sul perché i robot non vadano in bagno. Sembra anche avere un senso dell’umorismo sottile, come si può vedere nelle descrizioni delle interazioni con i familiari e nei commenti ironici sulle situazioni quotidiane. Questo stile rende la lettura piacevole e coinvolgente, offrendo al lettore uno sguardo intimo nella vita e nei pensieri dell’autore”.
E dunque AI mi apprezza, ad AI piaccio. Peccato che non mi legga.
Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)
“Da qualche tempo sullo schermo del mio computer si affaccia I.A., come se non aspettasse altro che di essere interpellata. Le ho fatto leggere quello che ho pubblicato nelle scorse settimane chiedendogli cosa ne pensasse. Mi ha risposto in meno di un secondo” Da AI MI CAPISCE – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)



