Cosa avrebbe dovuto fare mio cognato Pino, uno che ha sempre avuto paura, convinto che nel prossimo fine settimana scoppierà la Terza guerra mondiale? Chiudersi in casa e aspettare? Oppure spassarsela? Glielo avevano assicurato: questa guerra inizierà, venerdì sera o al più tardi sabato mattina, si tratta solo di aver pazienza. Ieri ha portato i suoi amici in un ristorante all’altezza, ingozzandosi di spaghettini al caviale, negativo di carbonara e lumaconi francesi farciti con ricotta e spinaci di cui aveva scoperto di essere ghiotto. Il tutto innaffiato con vini prestigiosi, non meno di mille euro a bottiglia. La serata prevedeva un finale incandescente. Però ha preferito rinunciare, ha pagato il conto ed è tornato a casa. Alla nausea si era aggiunto un velo di malinconia, e per scacciarla ha preso il muro a testate, ha dato delle testate sul muro intendo dire, troppe, troppo forti. Mia sorella lo ha lasciato fare. Ora è in coma irreversibile, quando scoppierà la Terza guerra mondiale, non si accorgerà di niente. Può darsi che sia già scoppiata, nessuno se ne è accorto.
Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)



