CAPODANNO La storia


Editoriale del 01 gennaio 2017

Giano-Bifronte-II-sec.-a.C.

Fu Giulio Cesare a indicare l’inizio d’anno nel primo gennaio del 46 avanti Cristo, due anni prima della sua morte.
E la sua fu una scelta sacra.
Perché volle che tutto cominciasse all’inizio del mese dedicato al dio Giano, che ha due facce, una proiettata al passato e l’altra che guarda al futuro.
Giano è Dio della porta, janua, perché sta sul limite di ogni tolleranza, laddove si apre il guado che congiunge esterno ed interno, prima e dopo.
Così noi festeggiamo con ardore pagano un rito magico, traballanti sul punto della mezzanotte a immaginare il limite che separa il futuro dal passato nell’attraversamento di un presente che non esiste se non in questa terra di confine fra ciò che deve ancora venire e ciò che si perdere per sempre.
Per non soffrire, chiuderò gli occhi prima della festa e pregherò il Dio del sonno che mi liberi dall’incubo del prima e del dopo.
In un modesto fluire di sensazioni senza tempo, senza scopo.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)


Così noi festeggiamo con ardore pagano un rito magico, traballanti sul punto della mezzanotte a immaginare il limite che separa il futuro dal passato nell’attraversamento di un presente che non esiste se non in questa terra di confine fra ciò che deve ancora venire e ciò che si perdere per sempre. (da CAPODANNO – La storia, editoriale di Antonangelo Liori)

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