Giorgia Meloni ha definito “gratuita, pericolosa e irresponsabile” l’iniziativa della flottiglia diretta a Gaza per consegnare aiuti umanitari, sostenendo che il governo italiano avrebbe potuto provvedere in poche ore. Durante una conferenza stampa a New York, ha annunciato di star lavorando a una soluzione alternativa: far arrivare gli aiuti a Cipro, affidarli al Patriarcato Latino di Gerusalemme affinché li trasferisca in Israele e, infine, a Gaza.
Le sue dichiarazioni sollevano una domanda inevitabile: perché questa proposta non è stata avanzata e attuata mesi fa, quando gli ospedali di Gaza imploravano aiuti, quando i bambini morivano per mancanza d’acqua, quando la parola “olocausto” non era più negata nemmeno dalle Nazioni Unite? La risposta è amara: non c’era la volontà politica di aiutare Gaza. Oggi, l’urgenza è un’altra—neutralizzare la denuncia morale della flottiglia.
Se è vero che l’Italia poteva agire e ha scelto di non farlo, questa omissione ha avuto un costo altissimo: la morte di tanti bambini. Raccontarlo non è tollerato.
Ma c’è anche una spiegazione “psicoanalitica” che può aiutare a comprendere la durezza di Meloni nei confronti dei “marinai” della flottiglia. Essi hanno rivelato ciò che la Presidente del Consiglio vorrebbe nascondere: non è forte come vorrebbe apparire. Di fronte a Netanyahu, non osa disobbedire.
Come nella celebre fiaba di Andersen, dove nessuno osa dire la verità finché un bambino esclama: “Il re è nudo”. Chi lo rivela diventa un nemico. La regina è nuda, e non gradisce lo specchio.
Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)
“Giorgia Meloni ha definito “gratuita, pericolosa e irresponsabile” l’iniziativa della flottiglia diretta a Gaza per consegnare aiuti umanitari” Da GIORGIA È NUDA – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)



