I SOGNI DI UN GIOVANE BANCARIO


Editoriale del 10 dicembre 2025

“Mi piacerebbe fare il rappresentante di commercio” mi ha confessato Andrea, il giovane impiegato bancario, classe 1994, che qualche mattina fa ha gestito il trasferimento del mio conto corrente.

Tra un modulo e una firma si è informato sul mio passato professionale e sui miei attuali interessi. Dato il clima confidenziale che si era instaurato gli ho espresso il mio stupore per l’aspirazione ad una professione, a mio giudizio, lontana dalla formazione di un Millennial, per giunta laureato in Economia. Non si tratta di un’aspirazione, mi ha detto Andrea, si tratta di sopravvivenza e mi ha raccontato che da qualche mese è tormentato da incubi terribili: viene aggredito nel sogno da centinaia di fogli Excel che gli si rovesciavano sul volto fino a soffocarlo. È una grave forma di stress, il “burnout digitale” che affligge molti trenta/quarantenni, mi ha spiegato, è il prezzo che si paga dopo anni di iperconnessione, di annullamento del tempo personale, di difficoltà di staccare, di chat che non dormono mai, di sensazione di vivere sempre “a metà”, con un pezzo di mente catturato altrove. Ho provato a obiettare che tra l’e-commerce e la grande distribuzione ai rappresentanti di commercio non restano molti spazi. Ma lui niente: Andrea vuole fare il rappresentante, un lavoro che richiede un uso limitato del computer e un uso massivo dell’empatia; vuole chiacchierare con i clienti, conoscerli. Vuole avere una prospettiva vera sul mondo. Nostalgia del passato? Andrea è stato perentorio: non vuole morire soffocato.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“Non si tratta di un’aspirazione, mi ha detto Andrea, si tratta di sopravvivenza e mi ha raccontato che da qualche mese ha incubi terribili: viene aggredito nel sogno da centinaia di fogli Excel…” Da I SOGNI DI UN GIOVANE BANCARIO – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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